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Dalla Sardegna alla Sicilia, dal Trentino alla Puglia passando per Liguria, Toscana, Abruzzo, Molise, Campania. Oltre 300 chilometri di vecchie linee ferroviarie abbandonate sono state riabilitate a uso turistico. “Oggi in Italia – ricorda all’Adnkronos Anna Donati, presidente onorario di Co.mo.do, la Confederazione della mobilità dolce impegnata per la salvaguardia del patrimonio ferroviario locale – abbiamo 1500 km di linee dismesse e 1200 km di ferrovie sospese negli ultimi anni. Ma molte di queste vecchie tratte, grazie all’impegno di associazioni locali e all’intervento della Fondazione Fs, hanno trovato nuova vita riaprendo al traffico ferroviario con l’impiego turistico di treni storici e itinerari spesso legati a eventi organizzati sul territorio. Oppure, quando il ripristino al traffico ferroviario si è rivelato impossibile, trasformate in 200-250 km di greenways: percorsi pedonali e ciclistici per passeggiate ed escursioni che stanno riscuotendo sempre maggior successo”.

treno valleInsomma un turismo slow, sostenibile, alternativo su scorci d’Italia che solo un viaggio sulle vecchie rotaie può garantire. Come nel caso della Sulmona-Carpinone, la ‘Transiberiana d’Italia’ che tra Abruzzo e Molise attraversa parchi e riserve naturali regalando panorami incantati. Si viaggia in vagoni con gli interni in legno e si fa tappa in piccoli borghi per passeggiare (volendo abbinando il viaggio a escursioni in bicicletta) e assaggiare prodotti tipici come il caciocavallo. Al profumo di tartufo e altre delizie enogastronomiche, invece, il viaggio tra i panorami leonardeschi della Val D’Orcia, in Toscana, dove il Treno natura da Montalcino porta a Monte Antico, incrociando la via Francigena. Dalle sagre alle mostre d’arte, a trainare la locomotiva dei treni turistici, sono quasi sempre le iniziative del territorio. Nel segno di ‘Christo’ il prossimo viaggio del Treno blu che collega Palazzolo al lago d’Iseo in occasione dell’istallazione dell’artista bulgaro-americano che tra metà giugno e l’inizio di luglio collegherà Monteisola a Sulzano con delle passerelle galleggianti.

trenostroicoIn Sicilia grazie alle tratte fatte rivivere da Ferrovie Kaos si può viaggiare da Palermo a Porto Empedocle sulle orme di Montalbano o rivivere i fasti della Magna Grecia da Agrigento fino al mare attraversando, affacciati a un finestrino, tutta la valle dei Templi. Da isola a isola, una Sardegna diversa è quella che si può godere a bordo del Trenino verde che dal mare della Gallura ai monti del Gennargentu propone tre diversi itinerari. Nei magici luoghi della Sibilla porta in Campania, il treno turistico Napoli-Cuma riaperto pochi giorni fa. Mentre in Puglia è già un successo la linea Salento express che corre su 400 km da Bari a Leuca. Dalla pizzica agli jodel, in Trentino la regione autonoma ha puntato su un recupero quasi totale delle linee ferroviarie locali che fungono da normale mezzo di trasporto per i residenti e da attrazione turistica, con le stazioni-baita magnificamente ristrutturate e le connessioni con percorsi in bicicletta d’estate e le salita alle piste in inverno, per i turisti. “La lungimiranza del Trentino non è la stessa della Valle D’Aosta – sottolinea Donati – che a Natale 2015 ha chiuso la ferrovia Aosta-Pré Saint Didier, località termale a pochi chilometri da Courmayeur. Un gesto miope che dimostra come non venga compresa la grande valenza turistica delle ferrovie”.

Ha consentito invece ai pendolari di non perdere un treno, l’apertura a uso turistico delle linee ordinarie Pistoia-Porretta e Bologna-Porretta. La tratta sostituita negli anni dall’alta velocità Firenze-Bologna, continua infatti a funzionare grazie ai ‘pacchetti’ turistici che abbinano il treno alla destinazione delle Terme di Porretta. Ma viaggiare su rotaia non significa solo prendere il treno. “C’è infatti la parte del turismo di chi cammina e pedala sulle greenways – ricorda la presidente di Co.mo.do – come avviene nello splendido parco costiero della Riviera dei fiori, in Liguria: 23 km tra San Lorenzo a mare e Ospedaletti dove la pista ciclabile che passa da San Remo a strapiombo sul mare è tra le più belle d’Italia o, altro percorso da togliere il fiato, quello Siracusa-Targia 9,7 Km a ridosso del mare. Un turismo dolce che piace sempre di più e che – conclude Donati – crea intorno a sé sviluppo con le vecchie stazioni trasformabili in punti di associazione, ristorantini, ciclofficine, B&B, punti informativi, assistenza bagagli. Tutti servizi richiesti per questo nuovo tipo di turismo capace di creare attorno a sé un indotto e una sua piccola economia”.