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Il progressivo invecchiamento della popolazione ha comportato un aumento dei disturbi cognitivo-comportamentali di natura neurodegenerativa, destinati ad acquisire in futuro sempre più rilevanza. Tra le sindromi neuropsichiatriche più comuni vi sono le demenze: con una prevalenza del 5-8% negli over 65, colpiscono 1,2 milioni di italiani (50.000 in Sicilia) e, in circa il 15-25% dei casi, possono associarsi a depressione. Nella presa in carico del malato di demenza, dal riconoscimento dei primi sintomi al trattamento a lungo termine, il medico di famiglia è una figura cruciale all’interno della rete integrata di servizi sul territorio.
A lui è dedicato il progetto di formazione itinerante “Piano Nazionale Demenze, nuovi scenari di cura”, che arriverà a Catania il 4 giugno. Promossa dall’Associazione italiana psicogeriatria (Aip), con il grant di Angelini, l’iniziativa prevede un ciclo di 13 eventi locali in 13 Regioni italiane, da maggio a novembre. A Catania ci saranno 60 medici di famiglia della Sicilia. “Nell’Isola possiamo stimare almeno 50.000 casi di demenza, in linea con il dato di prevalenza a livello nazionale – spiega all’Ansa lo psichiatra e farmacologo Giuseppe Provenzano, responsabile Uoc di Malattie Psichiatriche Degenerativo-Involutive dell’Asp 1 di Agrigento e presidente Sicilia di Aip – . Non esistono però dati ufficiali; per questo motivo, uno dei nostri prossimi obiettivi sarà fare uno screening regionale, coinvolgendo tutti gli ordini dei medici siciliani. L’aumento della frequenza di problemi riguardanti la salute mentale negli over 65 richiede una specificità di approccio diagnostico, terapeutico e riabilitativo che obbliga a ripensare lo scenario di cura di una patologia così complessa come la demenza”.

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