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“L’Italia e l’Europa sono debitori di riconoscenza a Lampedusa per le vite salvate, per l’accoglienza, per la prima assistenza, per l’ospitalità a tante persone che qui sono approdate e che porteranno sempre con sé il ricordo di quest’isola come segno di salvezza. Per questo l’Europa e l’Italia devono gratitudine e riconoscenza a Lampedusa”. Lo ha detto oggi il Presidente Sergio Mattarella nel corso della sua visita a Lampedusa.
Il Presidente Mattarella, al suo arrivo, si è recato alla Porta d’Europa dove ha deposto una corona di fiori al Monumento di Mimmo Paladino, che simboleggia l’accoglienza ai migranti che vengono dal mare. Quindi il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, dal Ministro dei Beni e delle attività Culturali, Dario Franceschini, dall’Arcivescovo Metropolita di Agrigento, Francesco Montenegro e dalle autorità locali, ha inaugurato il “Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo” che raccoglie opere provenienti dall’area mediterranea.

Sulla piazza antistante il museo il Presidente della Repubblica, dopo il discorso del Sindaco Giusi Nicolini, ha rivolto un saluto ai presenti. Ultima tappa della visita il Molo Favaloro: qui il Mattarella ha incontrato il Dirigente medico responsabile del presidio sanitario di Lampedusa, Pietro Bartolo, gli equipaggi dei Carabinieri, della Guardia Costiera, e una rappresentanza dell’Esercito italiano, dei Vigili del Fuoco e delle organizzazioni umanitarie e del Corpo di Soccorso dell’Ordine di Malta impegnati quotidianamente nei soccorsi. Al termine il Presidente Mattarella ha chiesto di poter visitare l’hotspot nel Centro di accoglienza di Contrada Imbriacola dove sono attualmente ospitati numerosi migranti.