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Le proroghe o le autorizzazioni della Regione Siciliana non arrivano e le discariche chiudono, creando i presupposti per un’emergenza rifiuti in Sicilia. La discarica di Siculiana non ha aperto i cancelli e gli autocompattatori delle imprese di raccolta rifiuti di circa 50 Comuni dell’Agrigentino sono stati costretti a fare ‘dietro front’ e tornare, carichi di immondizia, in deposito. Chiusa anche la discarica Oikos di Motta Sant’Anastasia, nel Catanese, e per Messina c’e’ il rischio di un’emergenza. L’allerta e’ scattata anche a Catania dove la notte scorsa gli autocompattatori hanno trovato i cancelli della discarica chiusi e la raccolta e’ stata sospesa. Il sindaco del capoluogo etneo, Enzo Bianco, ha parlato con il capo di Gabinetto del ministero dell’Ambiente, ottenendo delle rassicurazioni: sono pronti a vistare il decreto della Regione che consente la riapertura delle discariche siciliane di competenza della Sicilia.

La protesta dei sindaci

“Ancora una volta sulla gestione dei rifiuti e sul sistema di regole da applicare, si gioca una partita in cui non ci sono vincitori ma solo sconfitti: i siciliani. Come per il sistema idrico integrato anche per i rifiuti assistiamo a logiche da Terzo Mondo. Si apre la stagione turistica e anziché attrezzarci di infrastrutture, servizi e attrazioni di varia natura, in Sicilia “si studia” per lasciare un ricordo indelebilmente negativo, per riproporre ai cittadini la vergogna di servizi non degni di un paese occidentale e per fare esplodere un’emergenza che oggi è diventata di carattere igienico-sanitario”.
Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciSicilia, che aggiungono: “Discariche aperte e chiuse ad intermittenza, cassonetti stracolmi in ogni angolo delle città, auto compattatori sempre in viaggio per centinaia di chilometri in giro per la Sicilia con una lievitazione dei costi che i sindaci sono costretti a far gravare sempre sulle spalle dei cittadini”.
“Mesi e mesi, anni di balletti e scambi di responsabilità tra Roma e Palermo, – continuano Orlando e Alvano – tra il governo nazionale e il governo regionale, in un infinito scontro tra commissariamento sì e commissariamento no, tra chiusura delle discariche e apertura in deroga ad ogni norma di legge, tra termovalorizzatori sì e termovalorizzatori no e, non da ultimo, tra inchieste e scandali di ogni tipo”
“Siamo stanchi – concludono il presidente e il segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani – di questo spettacolo insopportabile che pesa interamente sui cittadini e le cui responsabilità non possono gravare interamente sugli amministratori locali. Siamo pronti, oggi, anche a gesti clamorosi pur di vedere affermata una qualunque scelta che consenta di superare questa continua emergenza e che possa restituire ai cittadini e anche ai turisti, una qualità dei servizi essenziali degni di uno Stato civile”.

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