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Il Caffeè Sinatra luogo del delitto, foto LaPresse

La nuova guardia della mafia italo-canadese a Montreal sembra voler fare tabula rasa. Dopo i delitti di Rocco Sollecito, il presunto successore del boss Vito Rizzuto morto per cause naturali qualche anno fa dopo che però gli avevano ucciso il figlio e il padre, un altro omicidio è stato commesso a Montreal.
Ucciso a colpi di pistola davanti il bar Sinatra il 73enne Angelo D’Onofrio. Il sospetto della polizia canadese, che però lascia aperte anche altre ipotesi, è che chi ha sparato abbia sbagliato persona: il vero bersaglio, secondo gli investigatori, sarebbe stato il calabrese Antonio Vanelli, presunto esponente del clan Rizzuto. Sebbene Vanelli appartenga alla ‘ndrangheta calabrese, è considerato dagli investigatori un fedele dei Rizzuto sin dagli anni ’80, quando i cattolicesi a Montreal, dopo una cruenta guerra culminata con il delitto del boss Paolo Violi, presero il poter scalzando i calabresi.
A “rappresentare” probabilmente quel che resta del clan italo-canadese originario di Cattolica Eraclea (Agrigento) è adesso Leonardo Rizzuto, in cella da qualche mese in attesa di giudizio. Intanto, secondo quanto racconta LaPresse, più di 200 persone hanno partecipato nei giorni scorsi al funerale di Rocco Sollecito nella chiesa della Madonna di Pompei a Montreal. Al funerale anche la sorella di Vito Rizzuto, Maria, moglie di Paolo Renda, scomparso qualche anno fa di lupara bianca, la figlia Libertina Rizzuto e sua moglie, Giovanna Cammalleri. C’erano anche, secondo documentato dagli investigatori canadesi, anche Vincenzo Spagnolo, che secondo la polizia siede al tavolo del potere mafioso italo-canadese, e suo figlio Nicola.