SHARE
Giovanni Panepinto, sindaco di Bivona e deputato regionale del Pd

“A tutti costi Sinesio vuole trascinarmi in una polemica per lenire il suo livore per gli errori che ha commesso e continua a commettere, nonostante sia una persona capace, perbene e vanti origini politiche di tutto rispetto”. Così comincia la replica del deputato regionale del Pd, Giovanni Panepinto, alla lettera aperta del presidente dell’assemblea provinciale del Pd di Agrigento, Pippo Sinesio, al vice segretario nazionale del partito Lorenzo Guerini e al segretario regionale Fausto Raciti su quello che definisce uno “scandaloso apparentamento del Pd con Forza Italia di Porto Empedocle” per il ballottaggio del 19 giugno prossimo.

“Tutto inizia – aggiunge Panepinto – con il fatto che gli appare in sonno il padre, l’on. Giuseppe Sinesio, che gli chiede di candidarsi per salvare Porto Empedocle dal declino. Sinesio figlio comunica via giornali e social di questa apparizione notturna. La segreteria provinciale apre una discussione sui quattro comuni dove si vota in provincia di Agrigento (Montevago, Favara, Canicattì e Porto Empedocle, ndr). Si sceglie e si delibera la via delle primarie. Come dice Renzi lo strumento democratico datosi dal Pd per selezionare candidati sindaci. Le primarie si sono tenute, infatti, in tutte le città italiane ad eccezione dei posti dove il sindaco era uscente come Fassino a Torino e Merola a Bologna. Sinesio inizia a fare comunicati stampa sul fatto che c’erano tutti gli esponenti politici di Vigata, compresi Michele  Cimino e Filippo Caci. Filippo Caci che guida una lista civica certamente vicina all’onorevole Riccardo Gallo. Nessuno resta impressionato delle ispirazioni oniriche del Sinesio.

Sincesio, che ha vissuto come protagonista o co-protagonista nella storia di una famiglia di parlamentari, ritenendo e sbagliando che il Pd sia la reincarnazione anche delle migliori tradizioni democristiane almeno dal punto di vista del tesseramento, con il suo segretario di circolo pensano di tesserare secondo regole proprie e il tesseramento viene annullato dalla commissione provinciale di garanzia. Annullamento condiviso e ratificato dal’omonimo organismo regionale. La segreteria regionale – ricorda il vice capogruppo dem all’Ars – di concerto con il segretario provinciale Peppe Zambito commissaria il circolo e indice le primarie a cui poteva partecipare Sinesio.

Si presenta Orazio Guarraci che ai sensi delle norme statutarie e regolamentari diventa il candidato del Pd. Candidato che in piena ondata grillina arriva al ballottaggio e fa con generosità l’apparentamento per evitare che in caso di sconfitta sia il Movimenti 5 stelle a conquistare la maggioranza in consiglio comunale. La corrente di Sinesio, forte come è, chiede  asilo politico alla lista socialista che non arriva al 5 per cento. Quando dovremmo essere tutti protesi a sconfiggere i grillini ecco che Sinesio si diletta a creare polemiche e mandare suppliche a Roma.

Infine – conclude Panepinto –  io in questa vicenda non ho avuto nessun ruolo tranne a sostenere che il Pd a Porto Empedocle doveva presentare la lista. Poi, se guardiamo la storia delle elezioni empedocline, nel 2006 Sinesio si candidò con i Ds a sindaco e arrivò ultimo. Guarraci almeno è arrivato in finale e potrebbe vincere. Alcuni pensano che il Partito democratico sia la fiera delle vanità e solo questo. Peccato”.

SHARE