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estorsione tentata, arnone archiviato

La misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza è stata chiesta dal questore di Agrigento, Mario Finocchiaro, per l’avvocato Giuseppe Arnone, ritenuto “pericoloso per la tranquillità pubblica”. “I suoi comportamenti hanno continuato a rappresentare un costante e continuo pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, e, quindi, meritano di essere infrenati”, avverte il questore nella richiesta di applicazione della misura di prevenzione secondo quanto riferisce l’Adnkronos. La proposta è stata indirizzata alla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento che adesso si dovrà esprimere. Nel provvedimento il questore Finocchiaro elenca le condanne per diffamazione riportate da Arnone. “La lunga pletora di reati per i quali Giuseppe Arnone è stato condannato, rinviato a giudizio o indagato, che hanno visto una preoccupante escalation negli ultimi tempi, sono tali infatti da rendere il soggetto inquadrabile, a parere di quest’Ufficio, nella categoria di coloro l cui comportamenti “offendono o mettono in pericolo la sicurezza o la tranquillità pubblica”, si legge nel provvedimento. Sono una quarantina i procedimenti in corso a carico dell’Arnone di competenza della Procura di Agrigento, altri della Procura di Palermo e della Procura di Caltanissetta. “Attraverso il martellamento mediatico nei confronti di singoli individui”, Arnone avrebbe creato un “clima di intimidazione verso un numero indeterminato dì persone affinché nessuno pensi di opporsi in alcun modo alle sue iniziative, potendo verosimilmente andare incontro ad analoghi trattamenti”. Il Procuratore di Agrigento Renato Di Natale di recente aveva aperto un fascicolo per minaccia grave ad un magistrato a carico dell’avvocato Giuseppe Arnone. Il fascicolo era stato trasmesso per competenza alla Procura di Caltanissetta che si occuperà dell’inchiesta. A fare scattare l’indagine era stata una lettera inviata via mail dall’avvocato Arnone, che da mesi critica pubblicamente e ripetutamente la Procura di Agrigento – soprattutto con l’affissione di alcuni striscioni che sono stati più volte sequestrati – alla pm della stessa Procura Silvia Baldi, sposata con un altro magistrato, Andrea Maggioni. E’ stata proprio Silvia Baldi a firmare l’ultimo sequestro dello striscione ritenuto dai magistrati “offensivo” nei confronti dei pm. ora la richiesta di misura di prevenzione.