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Un bracciante agricolo di 59 anni di Canicattì, Angelo Amato, si è tolto la vita poche ore dopo aver appreso dal suo legale che la Cassazione aveva confermato la condanna ad 8 anni di carcere per il ferimento a colpi di arma da fuoco del cognato e del nipote nel gennaio di due anni fa. Il ritrovamento, secondo quanto riferisce l’Ansa, è stato fatto dai poliziotti del commissariato di Canicattì avvisati dalla moglie dell’uomo allarmata perché il marito non aveva fatto ritorno a casa per la notte. Il bracciante agricolo é stato trovato nella casa di campagna di contrada Caizza ormai cadavere con ancora in mano la pistola con matricola abrasa. Ad Amato già nel gennaio 2014 erano state sequestrate altre armi tra cui quelle usate per sparare a cognato e nipote che subirono solo ferite di striscio.

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