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E’ stata una giornata di fuoco quella di oggi in Sicilia. Decine di roghi sono divampati in tutta la regione, alimentati dal forte vento di scirocco e dalla temperatura elevatissima, che nella zona di Palermo nelle prime ore del pomeriggio ha superato i 45 gradi. Numerosi i disagi per la popolazione. Centinaia le persone evacuate da abitazioni, scuole e case di riposo.

Le tre principali città dell’isola, Palermo, Messina e Catania isolate, con i collegamenti via treno sospesi, autostrade e statali funzionanti a singhiozzo. La tragedia siciliana sta tutta nei numeri diffusi dai vigili del fuoco: oltre 500 gli interventi nelle ultime 36 ore per contrastare gli incendi tra le province di Trapani, Messina, Agrigento e Palermo. La situazione più difficile in provincia di Palermo, dove la polizia ha chiuso l’autostrada A29 verso Mazara del Vallo, tra Carini e Cinisi. A Cefalù, una delle aree maggiormente colpite dagli incendi, le fiamme hanno lambito una zona abitata e alcune case sono state evacuate. Sulle Madonie i roghi hanno minacciano le abitazioni a Collesano, dov’è intervenuto il Canadair.

Mentre la regione andava a fuoco, a Palermo intanto la prefettura istituiva una unità di crisi. I vigili del fuoco hanno fatto evacuare per precauzione l’Hotel Costa Verde, mentre le attività di ambulatorio e i ricoveri programmati all’ospedale ‘Giglio’ di Cefalù venivano interrotti, attivando le procedure di preallarme per una eventuale evacuazione totale dell’edificio. A fuoco anche il territorio di Monreale, dove una cinquantina di bambini sono stati soccorsi e trasportati all’ospedale Ingrassia a causa di un’intossicazione da esalazione di fumo. Le loro condizioni non sono state giudicate gravi e i piccoli sono stati dimessi poco dopo. A fuoco anche Monte Pellegrino, il promontorio che sovrasta Palermo. L’alta nube di fumo ha avvolto l’intera città.

Disagi si sono registrati anche all’aeroporto Falcone-Borsellino, dove alcuni voli sono stati cancellati.  Le fiamme non hanno risparmiato neanche l’area archeologica di Calatafimi-Segesta, dove sono intervenuti i vigili del fuoco di Trapani per domare i roghi nei pressi del tempio greco. Un altro fronte si è aperto a Castellammare del Golfo, in contrada Conza, dove l’intervento via terra non è stato sufficiente a circoscrivere le fiamme ed è stato chiesto l’intervento dei Canadair. In fiamme ettari di macchia mediterranea anche ad Alcamo, Marsala e Mazara del Vallo. In provincia di Messina, la situazione più difficile è stata sul versante tirrenico, nel territorio di Sant’Agata di Militello e sui Nebrodi. Un vasto rogo ha interessato il territorio tra Naso e Capo d’Orlando, lambendo alcune abitazioni. Qui la Statale Randazzo-Capo d’Orlando è stata chiusa per larga parte della mattinata, per poi essere riaperta. La Statale 113, che collega Palermo e Messina, è chiusa tra Torrenova e Sant’Agata.

Ma gli incendi non hanno risparmiato neanche le province di Enna e Agrigento. Nell’Ennese, nei pressi della vecchia miniera di Pasquasia, i vigili del fuoco sono intervenuti insieme con il personale della guardia forestale. Nella valle dei templi, un rogo ha distrutto il capannone di una ditta che si occupa del riciclo di rifiuti. Altri mezzi sono stati impegnati a Gela, dove le fiamme hanno divorato ettari di sterpaglie. “L’agricoltura catanese è sull’orlo della tragedia. Se non si irrigherà subito si rischia di perdere tutta la produzione”, è stato l’allarme della Coldiretti di Catania.

Per il presidente della Regione Rosario Crocetta, dietro le decine di roghi scoppiati in Sicilia nelle ultime ore, che hanno costretto ad evacuare numerose abitazioni, tra la provincia di Palermo e Messina, potrebbe esserci un’origine criminale: “Non è casuale che questo drammatico scenario sia esploso alla vigilia della partenza del piano antincendio varato dalla Regione e quando era previsto lo scirocco – ha detto il governatore Siciliano -. E’ chiaramente un atto criminale“. Alle parole del governatore hanno fatto eco quelle del presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, per il quale “la priorità sarà assicurare alla giustizia coloro che regolarmente ogni anno appiccano il fuoco, distruggendo i terreni e mettendo a repentaglio la vita delle popolazioni locali: non daremo tregua ai piromani, sarà guerra spietata fin quando non verranno assicurati alla giustizia”. La Procura di Palermo, secondo quanto riferisce l’askanews, vuol vederci chiaro sull’origine degli incendi di oggi. Ha deciso quindi di acquisire gli elementi raccolti dalle forze dell’ordine, per accertare se dietro alle decine di roghi ci sia un piano criminale. Al momento polizia e carabinieri sono concentrati sul soccorso alla popolazione. Sono state decine le case fatte evacuare.

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