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Anna Alba, Ida Carmina, Margherita La Rocca

il segretario provinciale della Cgil di Agrigento, Massimo Raso,scrive ai neo sindaci eletti nell’Agrigentino: Ettore Di Ventura (Canicattì), Ida Carmina (Porto Empedocle), Anna Alba (Favara), Margherita La Rocca ruvolo (Montevago). Ecco il t4esto integrale della lettera. “Cari Sindaci, il voto Vi consegna insieme all’onore, l’onere di farVi carico di problemi giganteschi: Comuni, in alcuni casi, sull’orlo del dissesto; eredità pesanti; problemi irrisolti da decenni, come la vicenda dei “precari” o quella di servizi privatizzati come acqua e rifiuti (solo per fare degli esempi); una crisi economica che è pesante per tutto il Paese ma è più grave qui dove il Paese era già debole e dove l’apparato produttivo era più fragile.
Ma questo lo sapevate anche prima di aver accettato la sfida di candidarVi e metterVi “al servizio” della Vostra Comunità. Nel formularvi i migliori auguri di buon lavoro, abbiamo una sola cosa da chiederVi: non rinchiudeteVi nei “palazzi” e mettete al primo posto il lavoro!
Per non “rinchiudersi nei Palazzi” la cosa a cui dovete tenere di più è la PARTECIPAZIONE, dovrete tenere aperte le porte e le finestre alla Società; trovare soluzioni comuni e condivise con chi nella Società opera perché organizza interessi o svolge ruoli di rappresentanza.
Basta con una politica autoreferenziale che ritiene di essere “unta dal Signore” e che pensa che sia faticosa la concertazione ed il confronto o che i cosidetti “corpi intermedi” siano un peso e non una ricchezza.
Confronto e partecipazione, condivisione e socializzazione anche delle difficoltà, bilanci e democrazia partecipata: questi devono essere le bussole per far vivere meglio le Vostre esperienze di Amministratori moderni. Altra bussola dev’essere il lavoro: accrescerne quantità e qualità, a cominciare da quelli che operano in questi Palazzi che devono essere i primi interpreti del cambiamento che volete portare. Se questo sarà l’approccio il Sindacato non verrà mai meno a dare il suo contributo, a caricarsi il peso che gli compete. Noi non giudichiamo le Giunte dal loro “colore” politico ma da quello che riescono a dare in termini di risposte ai Lavoratori, ai Pensionati, ai Cittadini e ci confronteremo con Voi senza pregiudizi e nel richiamato spirito civico. Attendiamo fiduciosi una Vostra convocazione e Vi inviamo cordiali saluti”.