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Era presente anche il deputato saccense del M5S, Matteo Mangiacavallo, all’incontro svoltosi ieri tra il sindaco di Sciacca Fabrizio Di Paola e l’assessore regionale al Bilancio, Alessandro Baccei. Nel corso della riunione è stata illustrata la procedura legislativa e amministrativa che potrebbe consentire alla Regione Siciliana di ricongiungere l’intero patrimonio termale, attraverso la rinuncia all’usufrutto residuo e l’acquisto dei beni di proprietà della Terme di Sciacca Spa, per darlo in concessione al Comune di Sciacca a cui spetterebbe il compito di procedere con l’affidamento della gestione. Il primo passaggio dovrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni con un emendamento governativo che sarà presentato in commissione bilancio all’ARS.

“Dovrebbe essere un emendamento di due righe – dichiara Mangiacavallo – col quale si autorizza la Regione Siciliana ad acquistare i beni di proprietà della Terme di Sciacca Spa. Contestualmente, come avevamo proposto anche noi del M5S, la società termale dovrebbe rinunciare all’usufrutto residuo dei beni di proprietà della Regione. Passaggio che, a nostro avviso, andrebbe fatto in fretta e subito, in modo da limitare il passivo della Spa in vista della liquidazione”.
“L’emendamento – continua Matteo Mangiacavallo – ha già l’apprezzamento del gruppo parlamentare all’ARS del M5S e dunque dei suoi 14 deputati. Speriamo che non diventi terreno di scontro all’interno del PD, con la deputazione catanese pronta a porre ostacoli, come già visto in altre occasioni. Nello stesso emendamento, infatti, si stabilisce la stessa sorte per le Terme di Acireale, anche se per quest’ultime il quadro economico è meno chiaro”.

“La soluzione prospettata coincide con quella che avevamo avanzato noi – conclude il deputato regionale del M5S – ma rimangono i dubbi sui tempi di realizzazione. Non dimentichiamoci che le Terme sono chiuse e in quasi quattro anni di governo Crocetta si sono mossi solamente annunci. Che l’immobilismo sia terminato? Ce lo auguriamo. Se la soluzione era cosi semplice perché pensarci solamente adesso? E’ giusto chiederselo mentre il governo ha battuto un colpo ed era ora”.

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