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Durante il 2015 sono stati accertati 20.706 reati e 4.214 sequestri nella filiera dell’agroalimentare in Italia. Questo è quanto emerge dalla relazione sulle ecomafie presentata da Legambiente questa mattina in Senato. Il valore dei sequestri effettuati ammonta a più di 586 milioni di euro.
Ad essere più colpiti – viene spiegato in una nota – sono stati i prodotti ittici con ben 6.299 illegalità accertate, mentre tra le tipologie specifiche di crimini agroalimentari la contraffazione è tra le più diffuse e colpisce principalmente i prodotti a marchio protetto, come l’olio extravergine di oliva, il vino, il parmigiano reggiano e così via. In espansione il fenomeno del caporalato: sono circa 80 i distretti agricoli, indistintamente da nord a sud, nel quale sono stati registrati fenomeni di caporalato.
Nel 2015 le ispezioni sono cresciute del 59% ma con esiti davvero negativi, in pratica più del 56% dei lavoratori trovati nelle aziende ispezionate sono parzialmente o totalmente irregolari, con 713 fenomeni di caporalato registrati dalle autorità ispettive. Le ecomafie continuano i loro affari anche nel racket degli animali con 8.358 reati commessi nel 2015.

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