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Mentre si discute di riforma pensioni 2016 nuovi dati destinati a far discutere arrivano dall’Inps sul sistema previdenziale. I pensionati gestiti dall’Inps sono oltre 15,6 milioni, per un assegno medio mensile di 1.464,41 euro e una importo complessivo annuo del reddito pensionistico di 275,258 miliardi di euro. È quanto emerge dalle tabelle del Rapporto annuale dell’Inps. La percentuale delle persone che percepisce meno di 1.000 euro al mese su 12 mensilità, pari a quasi 6 milioni di persone, è del 38% sul totale dei pensionati. Sono invece poco più di 1 milione a beneficiare di un assegno superiore a 3.000 euro e corrispondono al 6,5% del totale, di cui 745.238 uomini e 265.140 donne. In 3,4 milioni percepiscono tra i 1.000 e i 1.500 euro al mese, ovvero il 22% del totale, mentre 2,8 milioni, il 18,1%, beneficia di un importo tra i 1.500 e i 2.00 euro. Nella fascia tra i 2.000 e i 3.000 euro ci sono circa 2,4 milioni di pensionati, pari al 15,4% del totale.

“I dati diffusi dall’Inps confermano come sia necessario mantenere aperta una riflessione sull’adeguatezza dei trattamenti pensionistici presenti e futuri”. Lo ha dichiarato il Segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, commentando i dati del Rapporto annuale presentato oggi dall’Inps. “I dati fotografano un Paese che, a fronte dell’invecchiamento progressivo della popolazione, rischia di impoverirsi sempre di più, perché le Pensioni svolgono un ruolo essenziale nel mantenimento della coesione sociale e nel sostegno alla domanda interna. Per questo, accanto al tema del necessario ripristino della flessibilità nell’accesso al pensionamento, nel confronto aperto con il Governo sulla riforma previdenziale, occorre affrontare la questione dell’adeguatezza dei trattamenti pensionistici in essere e di quelli futuri” spiega Petriccioli.

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