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La ragazzina, adesso quasi diciottenne, quando accusò il patrigno di averla violentata ripetutamente per sette anni, “era perfettamente attendibile e il suo racconto è lineare e privo di incongruenze”. La psicologa Florinda Picone, ascoltata in aula per confermare la capacità della minore a testimoniare, conferma e ribadisce – secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – che, sulla base di alcune tecniche utilizzate nei colloqui, la ragazzina “manifesta sintomi di pregressi abusi sessuali”.

Sul banco degli imputati, siede oltre al patrigno – presunto mostro che per sette anni ne avrebbe abusato anche la madre della ragazzina, anche lei accusata di violenza sessuale aggravata ai danni di minore. La donna trentacinquenne, infatti, pur non avendo preso parte alle violenze nei confronti della figlia, essendone stata – secondo l’ accusa – a conoscenza, e avendo in alcuni casi assistito personalmente, avrebbe avuto “l’ obbligo giuridico di impedirlo”.

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