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Almeno 84 persone – fra cui dieci bambini e adolescenti – sono state uccise nell’attentato di Nizza giovedì notte e una cinquantina di feriti sono ‘in condizioni critiche’. Un camion, guidato dal tunisino di 31 anni, identificato dai media francesi come Mohamed Lahouaiej Bouhlel, è stato lanciato a tutta velocità sulla folla riunita per assistere ai fuochi d’artificio per il Giorno della Bastiglia sulla Promenade des Anglais, travolgendo le vittime fino a quando le forze di polizia hanno sparato contro il tir e ucciso il conducente. Le nazionalità delle vittime, tra queste molti bambini, non sono state ancora rese note del tutto, ma la Farnesina non esclude che cittadini italiani possano essere coinvolti data la gravità degli eventi e la consistente presenza di connazionali nella città della Costa Azzurra. Il presidente francese Francois Hollande ha decretato il lutto nazionale per tre giorni e ha prolungato per altri tre mesi lo stato d’emergenza che voleva revocare tra 10 giorni.

L’ATTENTATORE L’autore della carneficina di Nizza ‘è nato a Sousse’, in Tunisia e ‘non è inserito in nessuna lista di ricercati per terrorismo’. Lo ha detto una fonte del ministero dell’Interno tunisino, citata da media arabi, e la notizia è stata confermata anche dal procuratore di Parigi, François Molins, che ha definito senza mezzi termini l’attentato come ‘terroristico’ nonostante al momento non vi sia alcuna rivendicazione. Mohamed Lahouaiej Bouhlel, 31enne cittadino tunisino, era stato condannato lo scorso marzo a sei mesi con la condizionale per violenze, ma non era classificato come possibile estremista islamico ed era pertanto sconosciuto ai servizi di intelligence. Non era quindi segnalato nella cosiddetta Fiche S, che elenca le persone attenzionate in particolare per rischio terrorismo. Le informazioni da Tunisi e da Nizza sembrano complementari. Nella città sulla Costa Azzurra stamattina sono state perquisite le abitazioni frequentate dall’uomo, dove non è stata trovata traccia di armi o esplosivi ma è stato sequestrato del materiale telefonico e informatico. L’ex moglie dell’attentatore si è presentata spontaneamente in commissariato, dove è stata trattenuta e si trova sotto interrogatorio: la polizia vuole accertare il movente della strage e le possibili complicità.

LE VITTIME Il bilancio dei morti è fermo a 84; i feriti, di cui una cinquantina gravissimi e 25 in rianimazione, sono oltre 200. Le prime vittime straniere fin qui identificate sono: – tre tedeschi, un insegnante e due liceali; – due americani, padre e figlio di 11 anni originari del Texas; – due svizzeri, tra cui un bambino; – una studentessa russa; – una armena; – un ucraino; – tre tunisini, mentre un bambino di 4 anni, figlio di una delle vittime risulta disperso; – tre algerini, tra cui due bambini; – una marocchina.

TIMORE PER GLI ITALIANI Sono almeno quattro gli italiani che risultano dispersi secondo gli appelli lanciati sui social, in particolare su Twitter attraverso l’hashtag #RechercheNice lanciato dopo l’attentato. Si tratta del 71enne Angelo D’Agostino e della moglie Gianna Muset: ‘Cerchiamo Angelo D’Agostino, 71 anni, era sulla promenade con la moglie al momento dell’attentato #Cerchiamo#GiannaMuset#’, ha scritto la nuora su Twitter. E di un giovane, Vittorio Di Pietro. E’ invece ricoverato in rianimazione in un ospedale di Nizza, Andrea Avagnina, mentre la moglie risulta dispersa. ‘Non possiamo escludere che dei cittadini italiani siano coinvolti nell’attentato di Nizza data la gravità della situazione’. Lo ha dichiarato Claudio Taffuri, direttore dell’Unità di crisi della Farnesina. ‘Le indagini sono in corso. Chiediamo ai connazionali di mantenere la calma e di seguire le indicazioni delle autorità francesi. A Nizza risiedono circa 30mila italiani, più quelli presenti per ragioni di vacanza’.

VALLS E HOLLANDE ‘La Francia non cederà alla minaccia terrorista. La Francia dovrà vivere con il terrorismo. Dobbiamo far blocco, essere solidali, dare prova di sangue freddo’: lo ha detto il Primo ministro Manuel Valls nel cortile dell’Eliseo dal termine del Consiglio di sicurezza e difesa riunito dal presidente Francois Hollande. ‘La Francia è un grande Paese e una grande democrazia che non si lascerà destabilizzare’, ha insistito Valls. ‘Hanno voluto colpire l’unità della nazione francese e allora la sola risposta degna, responsabile, da parte della Francia, sarà quella di restare fedele allo spirito del 14 luglio: vale a dire una Francia unita intorno ai suoi valori. Faremo blocco, è la sola esigenza che valga oggi’, ha concluso Valls. Il presidente francese Francois Hollande ha rivolto un messaggio in diretta televisiva ai francesi nella notte, dichiarando che a Nizza c’è stato ‘un attacco il cui carattere terroristico non puo essere negato’, un’azione ‘ancora una volta di una violenza assoluta’. Hollande ha di nuovo parlato dopo essersi recato a Nizza per visitare i feriti: ‘C’erano molti bambini, venuti ad assistere ai fuochi di artificio in famiglia, per gioire, per condividere un momento di felicità: sono stati colpiti a morte per soddisfare la crudeltà di un individuo e forse di un gruppo’, ha aggiunto il capo dello Stato, senza escludere la possibile azione di complici. ‘Siamo davanti a una lotta che sarà lunga. Abbiamo un nemico che continuerà a colpire: loro sono il male e noi siamo capaci di batterli’.

RICERCHE SUI SOCIAL Intanto continua la ricerca dei dispersi, mentre i diversi ministeri degli Esteri comunicano di volta in volta il numero dei dispersi o delle vittime accertate, tra cui figurano cittadini russi, britannici, ucraini, secondo le informazioni disponibili. E i social network stanno svolgendo un ruolo importante. Un bimbo di otto mesi, che era stato perso dai genitori nel caos assoluto scoppiato con l’attacco terroristico sul lungomare di Nizza, è stato ritrovato grazie a un appello lanciato sul web con l’hashtag #PortesOuvertesNice.

GLI ISTANTI DELLA STRAGE Il 31enne franco-tunisino, al volante di un autoarticolato bianco da 19 tonnellate, ha percorso quasi due chilometri a una velocità stimata a 80 chilometri orari, travolgendo chiunque incontrasse sul lungomare di Nizza. Nel caos e panico scoppiati immediatamente, la gente ha cercato di fuggire in qualsiasi direzione e modo. Un centinaio di persone sono state ripescate vive in mare: si erano gettate in acqua per scappare alla furia omicida dell’attentatore, che è stato ucciso dalla polizia. Secondo la ricostruzione fornita dal procuratore Molins l’attentatore è arrivato ieri sera da solo in bicicletta, poi trovata sul camion. Il mezzo è stato visto attorno alle 22.30 a Nizza prima che prendesse la Promenade; era stato noleggiato l’11 luglio e avrebbe dovuto essere riconsegnato il 13 luglio. L’uomo ha percorso circa due chilometri, sparando più volte contro tre poliziotti che hanno cercato di fermarlo nei pressi di un albergo. C’è stato uno scontro a fuoco e il camion ha proseguito per altri 300 metri prima che ‘l’autista venisse ritrovato morto al suo posto’. Oltre alla bicicletta, all’interno del mezzo sono state ritrovate armi automatiche, proiettili e una granata.

RIVENDICAZIONE L’attacco non è stato per ora rivendicato, ma sugli account Telegram affiliati all’Isis sono stati pubblicati messaggi di giubilo, dichiarando l’azione una vendetta per la morte del comandante militare dello Stato islamico Omar Al Shishani in Iraq. L’uccisione del comandante jihadista, noto come Omar il Ceceno, è stata confermata dall’Isis mercoledì sera.

CONDANNA INTERNAZIONALE Oltre ai leader mondiali che via via hanno presentato le condoglianze a Hollande e alle famiglie delle vittime dell’attentato di Nizza, una ferma condanna dell’attacco è arrivata anche dal summit Europa-Asia (Asem) in corso in Mongolia. Oltre 50 Paesi europei e asiatici hanno condannato gli ‘attentati odiosi e vili’ che hanno colpito più volte di recente, l’ultima a Nizza: ‘Reiteriamo la condanna ferma e inequivocabile del terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni, indipendentemente dagli autori, dalle loro motivazioni o dai luoghi presi di mira’. Il Segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov si sono recati all’ambasciata francese a Mosca per esprimere le condoglianze dei rispettivi governi; i due capi delle diplomazie – a Mosca per un colloquio sulla crisi siriana – hanno deposto dei fiori all’ingresso dell’ambasciata e scritto un messaggio sul libro delle condoglianze, dopo aver osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime. Anche il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunito per discutere sulla situazione in Iraq, ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime della strage di Nizza. (Afp)

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