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Silvio Cuffaro e Piero Giglione

La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’indagine nei confronti di uno dei presidenti di seggio e di cinque rappresentanti di lista del candidato a sindaco di Raffadali, Piero Giglione, battuto da Silvio Cuffaro, fratello dell’ex presidente della Regione siciliana, Salvatore, alle amministrative del 2015. Secondo l’accusa avrebbero dichiarato il falso, l’uno per avere attribuito impropriamente 6 voti a Giglione, gli altri – secondo quanto riferisce l’AdnKronos – per facilitare lo stesso alla presentazione del ricorso elettorale per l’annullamento dell’elezione a sindaco di Cuffaro. In seguito alla verifica effettuata dal prefetto di Agrigento, su richiesta dei giudici della II sezione del Tar di Palermo, infatti, è emerso che le schede riscontrate nelle sezioni prese in esame non corrispondevano con quanto dichiarato dai rappresentanti di lista sotto la propria responsabilità nelle dichiarazioni sostitutive di notorietà da essi sottoscritte. Cuffaro fu eletto sindaco per soli 5 voti di scarto, Giglione presentò allora un ricorso, denunciando irregolarità e l’erronea attribuzione al suo sfidante di 45 schede elettorali, in cui il nome di Silvio Cuffaro era stato scritto a penna nonostante fosse già indicato nella scheda. Il sindaco di Raffadali ha sporto, lo scorso febbraio, querela presso l’autorità giudiziaria penale di Agrigento per il “ripristino della giustizia e della verità”.

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