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Pietro Casola tra piante di Aloe a Torre Salsa

Svariati i suoi effetti benefici, ecco qual è la ricetta di Padre Romano Zago per la preparazione del frullato di Aloe Arboescens utilizzata dall’associazione onlus Sagace presieduta da Pietro Casola che cura una piantagione della “pianta dei miracoli” a Torre Salsa, al confine con la riserva tra Siculiana e Montallegro. “Coltiviamo in particolare – spiega Casola – l’aloe Vera e l’aloe Arborescens con cui prepariamo dei succhi di frutta e delle creme, ma anche un frullato secondo la tradizionale formula ‘miracolosa’ del monaco brasiliano padre Romano Zago composta da aloe, miele e grappa. E’ un preparato che viene usato anche come coadiuvante nelle terapie oncologiche.

Giuseppe Zambito, titolare del b&b “La Mimosa Vacanze”
Giuseppe Zambito, titolare del b&b “La Mimosa Vacanze”

Gli effetti benefici dell’aloe si apprezzano soprattutto nell’apparato tegumentario e nell’apparato digerente. Il gel è ottimo – aggiunge – anche contro le punture di zanzare e i morsi di meduse. Nell’aloe, in quasi in tutte le specie ma soprattutto nell’Arborescens, sono presenti nove vitamine, venti sali minerali, tre antibiotici e quasi tutti gli aminoaicidi”. In zona il frullato di Aloe Arboescens – così come il succo di Aloe Vera – si può degustare anche al b&b La Mimosa di Montallegro, di Giusepppe Zambito, dove ai turisti viene regalata una pianta di Aloe.

La ricetta di Padre Romano Zago (tratta dal libro “Aloe non è una medicina, eppur guarisce”)

Ingredienti

300 grammi di miele biologico

40-50 ml (circa 6 cucchiai) di distillato (grappa, cognac, whisky)

350 grammi di foglie di Aloe Arboescens

Preparazione

Togliere le spine dai bordi delle foglie e la polvere depositatasi utilizzando un panno asciutto o una spugna. Tagliare a pezzi le foglie (senza togliere la buccia) e metterle nel frullatore assieme al miele e al distillato prescelto. Frullare bene. Il preparato è pronto per il consumo. Non filtrare né cuocere. Il frullato ottenuto deve essere conservato in frigorifero in un barattolo scuro, ben chiuso. Consumare entro 4 settimane dalla preparazione.

Dosi consigliate

Assumere un cucchiaio da tavola 20 o 30 minuti prima dei tre pasti principali. Agitare prima dell’uso.

N.B.: Sconsigliato a bambini e donne in gravidanza e se diabetici consigliarsi col proprio medico.

Photo Giacomo Palermo
Photo Giacomo Palermo

Padre Romano Zago OFM è un Frate Francescano nato a Lajeado in Brasile ed è noto in tutto il mondo grazie al preparato di Aloe Arborescens del quale è stato il divulgatore. Ha iniziato ad applicare la sua ricetta nel 1958 in Brasile, precisamente nella parrocchia di Sant’Antonio, dove ebbe i primi casi di guarigione. A seguito di queste guarigioni fu mandato a Gerusalemme dove, continuando ad utilizzare la Sua ricetta tra i malati, ebbe tante guarigioni. In seguito ha tenuto numerosi convegni in tutto il mondo ed è stato autore dei libri “Di Cancro si può guarire” e “Aloe non è una medicina, eppur guarisce!”.
Una bevanda “straordinaria”

È in Israele che Padre Romano elabora la sua scoperta, si legge sul sito www.aloedipadreromanozago.it. L’aloe, o Babosa, presente in abbondanti quantità nella regione, è la “materia prima” su cui egli concentra la propria attenzione, nei momenti liberi. “Conoscevo già la pianta – dichiarerà in seguito il religioso – in Brasile, mia madre ce la dava sempre come lenitivo, quando da bambini ci ferivamo giocando o per tante piccole cose legate ai guai fisici. Ma allora non credevo che una pianta così piccola e diffusa potesse avere un potere guaritivo così grande”. Mescolando il succo ricavato dalla frullatura delle foglie della pianta con semplice miele d’api e grappa, ottiene un composto dalle proprietà guaritive straordinarie. I suoi primi “pazienti”, cui Padre Romano dona alcune dosi della bevanda, sono alcuni cittadini indistintamente di religione cristiana, ebraica, musulmana.

La ricerca di Padre Romano Zago è pubblicata sulla nota rivista “Terra Santa” e su altre riviste specializzate e di rilievo. È l’inizio della notorietà per il frate francescano e il suo elisir di lunga vita. Rientrato in Brasile nel ’95, Padre Romano Zago divulga ulteriormente la sua formula, e comincia a dedicarsi in modo continuativo alla sua sperimentazione e alla cura degli ammalati più gravi e disperati. Convinto dalle numerose guarigioni straordinarie, raccoglie la sua esperienza nel libro “O cancer tem cura” (“Di cancro si può guarire”, edizione italiana Adle edizioni, Padova), in cui Padre Romano espone con semplicità e chiarezza, la pratica della cura della “malattia del secolo” attraverso la sua bevanda a base di Aloe. Se alcuni sono guariti avvalendosi di questo metodo semplice ed economico, perché non offfrire questa stessa opportunità a più persone? Ecco il mio unico obiettivo”, spiega nel suo libro Padre Romano Zago.

Nel volume, tra gli altri capitoli dedicati a spiegare la forza del preparato anche rispondendo con precisione ad alcune tra le più comuni domande che possono sorgere di fronte alla portata rivoluzionaria del prodotto, spicca il capitolo “Internazionalizzazione della formula”. In esso viene spiegato come il preparato a base di Aloe ha trovato via via accoglimento in molti paesi, acquisendo dignità di cura completa contro gravi malattie, e vengono riportate numerosissime testimonianze di persone guarite perfettamente grazie all’assunzione del preparato.

Padre Romano Zago nel 1998 ha concesso l’autorizzazione ad un’industria brasiliana a produrre in suo nome il preparato a base di Aloe. È da qui che prende il via la storia dell’ “Aloe di Padre Romano Zago”, bevanda fedele alla formula orig inale, e commercializzata in numerosi paesi. Nello stesso anno veniva istituita la Fondazione “Fra Romano Zago”, che oltre ad essere attiva nel sostegno a persone in difficoltà e nella solidarietà in genere, conduce un’intensa attività di diffusione e ricerca sui vantaggi e sulle proprietà curative dei prodotti naturali, fra cui l’Aloe ha, ovviamente, un posto di primo piano.