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Torna a galla, con il nuovo via libera della Regione ai lavori per la realizzazione del gasdotto di collegamento con la rete nazionale del gas, il progetto del rigassificatore di Porto Empedocle già autorizzato dal Governo e in attesa di riconoscimento della “valenza strategica e prioritaria per il Paese” da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. La Regione siciliana, con decreto del Dipartimento dell’Energia, ha prorogato di 24 mesi l’efficacia della pubblica utilità dell’opera denominata “Allacciamento terminale GNL Nuove Energie di Porto Empedocle”. I termini d’inizio e conclusione dei lavori di costruzione del gasdotto, che sarà realizzato dalla Snam Rete Gas Spa, sono dunque prorogati, rispettivamente, al 1° gennaio 2019 e al 24 luglio 2020. I Comuni interessati dalle opere sono Agrigento, Porto Empedocle, Joppolo Giancaxio e Raffadali. E’ fatto obbligo alla Snam Rete Gas Spa – viene spiegato nel Drs 400 del 29 giugno scorso – di ottenere, prima dell’inizio dei lavori, ogni altra autorizzazione o concessione necessaria per la realizzazione delle opere e di adempiere alle prescrizioni contenute nei pareri degli Enti interessati.

La realizzazione del gasdotto è propedeutica alla costruzione del rigassificatore già autorizzato dal ministero dello Sviluppo economico, come del resto ricorda sul proprio sito web in una nota dell’8 luglio scorso in cui spiega che “il terminale di rigassificazione di Porto Empedocle della società Nuove Energie (Enel) avrà una capacità giornaliera massima di rigassificazione di 26,4 milioni di metri cubi/giorno”. L’Enel, comunque, sembra sempre più intenzionata a vendere il progetto, ma ovviamente munito di tutte le autorizzazioni necessarie.

Intanto, si riaccendono le polemiche nella città dei templi. “Il Movimento 5 stelle chiede un rinnovo dell’impegno del sindaco Firetto a contrastare il progetto, così come manifestato in campagna elettorale”, ha scritto in una nota il capogruppo consiliare Marcella Carlisi. “E’ stato pubblicato il Drs 400 del Dipartimento regionale dell’Energia relativo all’accertamento della conformità urbanistica, apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, approvazione del progetto e dichiarazione di pubblica utilità per il gasdotto di collegamento tra il rigassificatore e la rete nazionale del gas. Ricordiamo – ha aggiunto – che il Comune di Agrigento, nella passata amministrazione, ha impugnato il decreto regionale di autorizzazione del gasdotto. Leggiamo di una perdita di interesse da parte dell’Enel per il rigassificatore, il progetto verrà messo all’asta con le rinnovate autorizzazioni. Si attende che il Mise lo dichiari d’importanza strategica per il Paese perché il prezzo schizzi in alto e piova denaro sugli investitori, a cui poco importa di aggredire un territorio che si professa a vocazione turistica. Ci aspettiamo che il sindaco rassicuri la città e il consiglio sull’opposizione ad un’opera che i cittadini hanno manifestato di non volere anche nel referendum cittadino”. “Forse la consigliera Carlisi ha perso per strada qualche puntata, impaziente come spesso è di cogliere qualunque opportunità di polemica anche se immotivata o frutto di disinformazione “, replica il vice sindaco Elisa Virone. “Ricordiamo che sin dal suo insediamento quest’amministrazione ha rappresentato il chiaro indirizzo di confermare la volontà manifestata dalla precedente amministrazione. Nel mese di luglio scorso la giunta si é chiaramente espressa al riguardo rappresentando il proprio avviso contrario in sede di valutazione strategica. Porteremo avanti le attività giudiziali proposte costituendoci in ogni grado di giudizio. Anche il recente Drs 400 è in queste ore oggetto di valutazione ai fini della sua impugnativa”.