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“Costretti a stare con porte e finestre sigillate, sia durante l’inverno e soprattutto d’estate con il caldo afoso, a causa degli odori nauseabondi e irrespirabili che tutto il giorno, per lo più a partire dalla prima serata e per tutta la notte, arrivano dal vicino impianto di compostaggio”. A protestare – ancora una volta contro l’impianto di compostaggio già al centro di un’indagine della polizia provinciale che lo scorso marzo sequestrò un’area adiacente – sono decine di abitanti delle zone di contrada Manicalunga Realturco del comune di Joppolo Giancaxio. Muniti di mascherine e sacchi per la spazzatura hanno fatto “irruzione” nell’aula consiliare per chiedere al sindaco, alla giunta e al consiglio di intervenire per risolvere la “situazione insostenibile che stiamo vivendo”. Chiedono controlli relativi all’attività dell’impianto di compostaggio e alla salubrità dell’aria. In particolare sollecitano un monitoraggio continuo dell’impatto odorigeno i cui risultati siano a disposizione della cittadinanza e l’attuazione di possibili modifiche all’’impianto, in modo da poter abbattere i persistenti cattivi odori notturni che “vengono avvertiti anche in alcune zone di Fontanelle e San Giusippuzzu di Agrigento”. “L’auspicio – hanno detto i manifestanti – è che davvero una volta per tutte chi ha competenza si decida ad intervenire e agire concretamente su questioni così delicate come la salute dei cittadini e la loro salvaguardia”. Il sindaco Angelo Giuseppe Portella ha rassicurato sull’impegno dell’amministrazione comunale a dare le necessarie risposte a tutela dell’ambiente e della salute pubblica e si è preso qualche giorno per capire quali sono le proprie competenze in merito alle questione. Proprio a causa degli di odori nauseabondi e spargimento di ammendanti “sospetti” su terreni agricoli è stata messa in discussione qualche mese fa – dopo l’allarme lanciato da residenti, agricoltori ed allevatori e le perplessità di Legambiente – la regolarità dell’attività dell’impianto di compostaggio di Joppolo Giancaxio con il sequestro di un’area di circa 2.500 metri quadrati nella quale erano stati depositati diversi cumuli di prodotto compostato senza le necessarie autorizzazioni e per complessivi 2.500 metri cubi. Sequestro poi annullato dal tribunale di Agrigento. L’azienda che gestisce l’impianto di compostaggio di Joppolo Giancaxio ha sempre ribadito “che tutto il ciclo produttivo e i processi di lavorazione avvengono nel pieno rispetto delle norme”.

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