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Il veterinario Calogero Lentini con lo Svasso Maggiore ritrovato a Menfi.

Arrivano feriti, ma qui ritrovano la vita e tornano a volare: sono decine gli uccelli di specie protetta presi in cura durante l’estate 2016 nell’unico “ospedale per animali selvatici” nell’Agrigentino dove in dieci anni sono stati curati e salvati più di 1.200 tra rapaci, mammiferi e tartarughe marine. Sono una trentina gli uccelli al momento ricoverati al centro di recupero fauna selvatica e tartarughe marine di Cattolica Eraclea gestito dal Cts con il coordinamento la Ripartizione faunistica e venatoria di Agrigento guidata dalla dirigente Maria Miceli.

“Abbiamo attualmente in cura diversi falchi pellegrini, poiane, gheppi, civette, un assiolo e anche merli. Stiamo recuperando in questo periodo anche molte rondini, rondoni e gabbiani reali. Alcuni sono già stati curati e sono pronti per essere liberati nei prossimi giorni, mentre altri uccelli hanno ancora bisogno di cure prima di tornare nello loro habitat naturale”, spiega il veterinario Calogero Lentini che tutti i giorni si prende cura degli animali insieme agli operatori del Cts.

Fabio Peonia, fotografo e volontario del Cts, e il veterenario Calogero LentiniGli animali da recuperare vengono ospitati in una struttura – che si trova lungo la strada provinciale Cattolica Eraclea-Raffadali – dotata di infermeria, sala operatoria e di capienti vasche per il ricovero delle tartarughe marine. All’esterno sono presenti le voliere per la fase di riabilitazione degli uccelli e dei mammiferi. Tanti gli uccelli portati al centro quest’estate da cittadini e turisti che li hanno ritrovati feriti. “Aumenta in questo periodo il ritrovamento di uccelli feriti perché le persone stanno più in giro nelle spiagge, nelle campagne, nei boschi e li avvistano più facilmente che in altri periodi dell’anno”, spiega Lentini.  Ma tra meno di due mesi riaprirà la stagione della caccia e anche del bracconaggio che darà come ogni anno filo da torcere agli operatori del centro.

Affollato di uccelli ma anche di tartarughe palustri siciliane (Emys trinacris) e americane (Trachemys scripta), al momento però nell’ospedale degli animali non sono ricoverate tartarughe marine Caretta caretta. “Purtroppo quest’estate – spiega il veterinario – stiamo ricevendo più segnalazioni di tartarughe morte che vive, l’ultima tartaruga marina è stata ritrovata già putrefatta nei giorni scorsi sulla spiaggia di Palma di Montechiaro”.

Per poter segnalare animali feriti o per poter visitare la struttura a scopo didattico e “turistico” è possibile chiamare gli operatori del Centro turistico studentesco al 389 9626409. Aperto nel 2015 dalla Regione, il centro di recupero fauna selvatica e tartarughe marine dell’Agrigentino “in questi anni di continuo lavoro – spiega il Cts in una nota – ha salvato più di 1.200 tra rapaci, mammiferi e tartarughe, quasi sempre vittime innocenti di atteggiamenti umani dannosi”.

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