SHARE

Raggiunta l’intesa tra il testimone di giustizia Ignazio Cutrò con la Banca Unicredit per lo stralcio e l’abbattimento della “consistente posizione debitoria” le modalità di pagamento del residuo. A darne notiziaagli organi d’informazione è lo stesso imprenditore di Bivona, testimone di giustizia. “Come ampiamente noto, le mie denunce contro Cosa Nostra e contro i miei estorsori hanno aperto una breccia nella sensibilità della società civile onesta, portando a importantissimi risultati giudiziari, con numerosi arresti che sono stati resi possibili grazie alle mie testimonianze ed alla collaborazione che ho costantemente offerto negli anni alla Magistratura – spiega il testimone assunto da poco dalla Regione – Tutto ciò ha portato enormi sacrifici e rinunce sia a me che alla mia famiglia, l’ho fatto con convinzione e fierezza, con la consapevolezza dei rischi cui andavo incontro. Io con la mafia ho vinto, ma ho vinto da solo, con le mie forze, perché in tutto questo percorso lo Stato mi ha abbandonato, ponendo semmai nuovi ed insuperabili ostacoli, che hanno messo in ginocchio la mia attività, la mia azienda e la vita personale mia e della mia famiglia”. “Solo in questi ultimi mesi vengo a conoscenza dell’esistenza di due perizie redatte dal Ministero degli Interni, che certificano come la mia azienda sia stata chiusa per i debiti causati dalle estorsioni mafiose e per la successiva mancanza di aiuti da parte dello Stato, che mi stanno impedendo la sopravvivenza, come uomo prima che imprenditore, soppresso da debiti che la mia coscienza di cittadino mi impone di voler adempiere, pur nella drammatica situazione in cui verso per responsabilità delle istituzioni – spiega – Come già comunicato, nei riguardi della Banca Unicredit pendeva una complessiva posizione debitoria molto consistente, verso cui l’Istituto di Credito manifesta ampia disponibilità circa un suo consistente abbattimento nonché con riguardo alle modalità di pagamento”. “Per questa ragione, con questo risultato importante, conseguito solo grazie alla mie forze, della mia famiglia, dell’intervento dei miei legali Antonio Cambria e Valentina Brignone e della disponibilità della Banca Unicredit, del Consorzio Fidi di Agrigento e della Fondazione San Mamiliano di Palermo – cui va il mio più sentito ringraziamento-, nel silenzio assordante delle Istituzioni, da oggi posso iniziare a guardare il futuro con rinnovata speranza, pur consapevole delle difficoltà che ancora sussistono – dice ancora – Adesso più che mai occorre che lo Stato e le Sue Istituzioni facciano tempestivamente e senza indugio il proprio dovere, intervenendo a ripristinare la legalità ormai violata, rimuovendo la situazione di inerzia nella quale da troppi anni ormai versa, in quanto senza il decisivo e concreto apporto economico delle Istituzioni e degli Apparati Pubblici nessuna soluzione definitiva alla difficile situazione economica in cui attualmente verso potrà realmente raggiungersi e anche questo importante risultato si rivelerà del tutto vano”.

SHARE