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Continua a crescere il patrimonio dei beni confiscati alla mafia dell’Agrigentino. Su 43 comuni della provincia in 29 ci sono case, ville, terre, imprese, attività commerciali, strutture ricettive sottratte ai boss della “cupola” agrigentina o a imprenditori collusi con Cosa nostra. Sono complessivamente 354 i beni immobili confiscati in provincia, mentre 61 sono le aziende. La “capitale” dei beni confiscati nell’Agrigentino – secondo i dati dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati diretta dal prefetto Umberto Postiglione aggiornati – continua ad essere Canicattì con ben 61 immobili, tra i quali anche un hotel, oltre a diverse case e terreni alcuni dei quali già affidati a cooperative sociali. Al secondo posto c’è Naro, con 31 beni tra terreni e immobili grazie ai quali sono stati creati nuovi posti di lavoro. Al terzo la città dei templi (26 tra abitazioni di tipo civile, magazzini, costruzioni, autorimesse, terreni). Nuovi sindaci sono chiamati da quest’anno a riutilizzare a fini sociali o istituzionali, e anche per creare nuove opportunità di lavoro, i beni confiscati nel loro comune. Novità per esempio si registrano a Bivona, dove arrivano 11 beni (6 terreni e 5 costruzioni).

Ecco la mappa completa dei beni confiscati nei vari centri della provincia: 61 a Canicattì; 31 a Naro; 26 ad Agrigento; 25 a Menfi; 18 a Ribera;18 a Cattolica Eraclea; 18 a Realmonte; 18 Campobello di Licata; 24 a Favara; 13 ad Aragona; 13 a Palma di Montechiaro, 12 a Licata, 11 a Ravanusa; 11 Bivona. Poi: 9 a Grotte; 7 a Sant’Angelo Muxaro, 6 a Sciacca, 5 a Siculiana, 5 a Santo Stefano di Quisquina; 4 a Porto Empedocle; Racalmuto 4; 3 Joppolo Giancaxio. Infine: 2 a Santa Elisabetta, 2 a Cianciana; 2 San Biagio Platani; 2 a Casteltermini; uno a testa a Cammarata, San Giovanni Gemini, Raffadali.

Intanto, il Consorzio Agrigentino per la Legalità e lo Sviluppo, dopo aver recentemente affidato circa 34 ettari di terreni agricoli in contrada Virgilio a Naro tramite avviso pubblico, avvierà nei prossimi giorni una selezione pubblica per l’affidamento dei terreni di contrada Borangio (Agrigento) e dei 10 ettari di terreni nelle contrade Sconfitta e Sottafari (Licata). Inoltre, è stato perfezionato nei giorni scorsi il protocollo d’intesa siglato con l’Ente Sviluppo Agricolo, “per poter agevolare gli attuali conduttori dei terreni confiscati alla mafia”, come ha spiegato nell’ultima seduta del Cda del Consorzio Agrigentino per la Legalità e lo Sviluppo l’ormai ex presidente Maria Grazia Brandara, che ha lasciato la carica dopo la conclusione del secondo mandato “auspicando che la nuova governance, dopo anni difficili ma di grandi soddisfazioni. possa lavorare con la stessa passione per continuare il lavoro svolto quotidianamente con operosità”. Nel frattempo, in attesa dell’elezione del nuovo presidente del consiglio d’amministrazione è stato eletto il presidente dell’assemblea del Consorzio: si tratta del sindaco di Naro Calogero Cremona che sostituisce l’ex primo cittadino di Favara, Rosario Manganella. Alla riunione hanno partecipato i sindaci dei Comuni che fanno parte del Consorzio: Agrigento, Canicattì, Favara, Palma Montechiaro, Naro, Siculiana; assente il sindaco di Licata.