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indulto e amnistia

Un gruppo di detenuti protesta contro la situazione “inumana e degradante” all’interno del carcere agrigentino di contrada Petrusa, dove diversamente dal trend nazionale continua a crescere il sovraffollamento nelle celle. In una lettera inviata nei giorni scorsi al magistrato di sorveglianza i detenuti denunciano “carenza di pulizia” all’interno della casa circondariale e dunque “problemi di natura igienico-sanitaria nei bagni e nelle docce, ma anche negli spazi esterni” dove i detenuti passeggiano nelle ore d’aria previste dal regolamento penitenziario.

Lamentano inoltre – si legge sul Giornale di Sicilia oggi in edicola – “l’affollamento nelle celle, il cambio di lenzuola irregolare, la presenza di materassi disastrati e non a norma, l’assenza di celle climatizzate, la mancanza dei frigoriferi, televisori mal funzionanti con meno dei dodici canali previsti dal regolamento, l’assenza del servizio di prenotazioni visite online per evitare disagi ai parenti, l’eccessiva presenza di zanzare” e diversi altri problemi aggravati dal caldo africano di questi giorni e dal continuo aumento della popolazione carceraria oltre che dalla carenza di personale e non solo di polizia penitenziaria. I detenuti, nella lettera inviata al magistrato di sorveglianza, non chiedono misure straordinarie di clemenza come amnistia o indulto già auspicati da Papa Francesco in occasione del Giubileo straordinario della misericordia ma sollecitano interventi per ristabilire condizioni di detenzione dignitose e rispettose dei diritti umani. “Vogliamo scontare la nostra pena, ma in condizioni umane e dignitose”, hanno sottolineato i carcerati nella lettera. Non è stato possibile, ieri, avere un commento del nuovo direttore dell’istituto penitenziario agrigentino, Milena Mormina, che si è insediato da poco ereditando certamente una situazione non proprio semplice.

Intanto, nel carcere di contrada Petrusa, diversamente che nel resto d’Italia ma sostanzialmente in linea con quanto avviene in Sicilia, il sovraffollamento continua ad aumentare nonostante i diversi provvedimenti del Governo Renzi per la riduzione del numero dei detenuti: dal decreto svuotacarceri (che ha concesso uno sconto di pena del 10% ai detenuti che avevano presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo) alla legge sulla pene alternative alla detenzione carceraria e la messa in prova ai servizi sociali, dalla depenalizzazione dei reati di lieve entità alla riforma della custodia cautelare che ha reso più stringenti le norme per l’applicazione della “carcerazione preventiva”.

Secondo i dati pubblicati sul sito del ministero della Giustizia sono 377 i detenuti presenti nella casa circondariale agrigentina a fronte di una capienza di 276 posti regolamentari (8 dei quali non disponibili). E’ nel frattempo in costruzione un nuovo padiglione, però i lavori di completamento della struttura carceraria sono sospesi ormai da quasi due anni. Ma se da una parte abbondano i detenuti, dall’altra parte scarseggia il personale. Gli agenti di polizia penitenziaria in servizio al Petrusa, infatti, sono 257 ma ne sono previsti 306; gli educatori effettivi sono 3 a fronte degli 8 previsti; mentre gli amministrativi sono 23, tre in meno rispetto a quanto previsto.

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