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Incarichi professionali per centinaia di migliaia di euro affidati a raffica allo stesso avvocato, altri consulenti esterni nominati senza una preventiva valutazione dell’indisponibilità di stesse professionalità all’interno dell’ente. Un “giro” di incarichi e consulenze che ha procurato un danno erariale ingente secondo la Corte dei conti che, pronunciandosi definitivamente, ha condannato l’ex presidente del Consorzio Acquedotto Tre Sorgenti, Calogero Mattina, a pagare, in favore dello stesso ente, la somma di 153.716,33 euro.

I giudici contabili hanno condannato anche – si legge sul Giornale di Sicilia oggi in edicola – Fabrizio Lo Porto, ex responsabile dell’area amministrativa, e Gaspare Alletto, responsabile dell’area economico-finanziaria, a pagare nei confronti del Consorzio ciascuno la somma di 76.858,16 euro. Tutti e tre sono stati condannati, inoltre, al pagamento, in favore dello Stato, delle spese processuali. Somme che dovranno essere maggiorate della rivalutazione monetaria, da calcolarsi secondo gli indici Istat, dai singoli indebiti esborsi fino al giorno del deposito della sentenza e degli interessi legali maturandi. Sono state dichiarate prescritte le pretese avanzate dalla procura erariale con riferimento a soli cinque incarichi. E’ stato prosciolto da ogni addebito, invece, Calogero Greco, ex responsabile dell’Area Amministrativa (a far data dal 2 agosto 2010); le spese legali gliele dovrà pagare il Consorzio Acquedotto Tre Sorgenti.

La “gestione allegra” del Tre Sorgenti era stata oggetto di segnalazione alla Procura Regionale della Corte dei conti per danno erariale sia da parte della Guardia di finanza di Agrigento che dell’Assessorato regionale delle Autonomie Locali. Ulteriori accertamenti istruttori erano stati delegati dai magistrati contabili alle fiamme gialle. Le risultanze istruttorie, concluse nel maggio 2015, avevano evidenziato che, nel triennio 2008/2010, il presidente del Consorzio aveva affidato “plurimi incarichi professionali all’avvocato Luigi Restivo Pantalone, beneficiario di compensi per alcune centinaia di migliaia di euro, compensi peraltro in alcuni casi risultanti da duplicazione dei pagamenti. Erano stati, inoltre, conferiti ulteriori incarichi a professionisti esterni senza una preventiva valutazione della indisponibilità di analoghe professionalità all’interno dell’ente”.

Una miriade le determinazioni e i mandati di pagamento passati al setaccio. Tra gli incarichi affidati all’avvocato Gigi Restivo (ex sindaco di Racalmuto) che avrebbero procurato un danno erariale, anche quelli relativi ai tanti procedimenti contro Girgenti Acque. Come quello, per esempio, affidato con determinazione presidenziale n. 26 del 30 settembre 2009 per redigere un esposto denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento nei confronti della Girgenti Acqua Spa, nonché per promuovere ogni azione ritenuta opportuna nei confronti della stessa Girgenti Acque spa in sede civile, penale ed amministrativa per il risarcimento di tutti i danni subiti dal Consorzio; fu dato mandato al responsabile del servizio amministrativo, di impegnare la somma di 75.000 euro più Iva, riconoscendo, inoltre, al professionista un acconto del 35%. Però, secondo i magistrati contabili “analogo incarico era stato conferito dal presidente Mattina all’avvocato Restivo con determinazione n.21 del 21 luglio 2009, nella quale il compenso restava subordinato all’effettivo recupero dei crediti nei confronti della Girgenti Acque Spa”.

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