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Pubblicata la relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento, sull’attività svolta e i risultati conseguiti dalla DIA nel secondo semestre 2015. Nel rappresentare le principali novità del fenomeno mafioso, soprattutto con riferimento al contesto territoriale di Agrigento, il documento esplicita il fenomeno “Cosa Nostra” analizzandone le dimensioni attuali, i profili evolutivi e le specifiche proiezioni territoriali.
La Dia, Sezione Operativa di Agrigento, diretta dal vice questore aggiunto Roberto Cilona, nel periodo di riferimento, come viene spiegato in una nota, ha conseguito i seguenti risultati operativi.
“Nell’ambito delle investigazioni preventive sono stati eseguiti 5 provvedimenti ablativi su disposizione dell’A.G. che hanno consentito il sequestro di beni per un totale di 1.267.488,00 euro e 6 provvedimenti definitivi di confisca di beni per un complessivo valore di 57.484.871,00 euro; nell’attività di prevenzione circa l’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio sono state analizzate ed approfondite diverse segnalazioni di operazioni sospette provenienti dalla U.I.F.( unità di informazione finanziaria).
Nell’ambito del monitoraggio delle imprese interessate alla realizzazione di appalti pubblici sono state processate 705 richieste di informazioni antimafia ( relative a certificazioni ed iscrizioni nella c.d. white list) provenienti dalla Prefettura di Agrigento. Quella del periodo di riferimento rappresenta una silente, incessante attività diretta e di coordinamento sul territorio agrigentino, proiettata alla conoscenza del fenomeno criminale e delle sue principali vulnerabilità al fine di aggredirne il patrimonio e disarticolarne la struttura”.

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