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Vengono in vacanza nell’Agrigentino ma oltre ad apprezzare il territorio si mettono al lavoro per migliorarlo. Sono una sessantina i giovani arrivati da diverse regioni d’Italia (Piemonte, Veneto, Toscana, Puglia) e anche dall’estero (Russia, Ucraina, Malta) per partecipare ai Campi Estivi Siculiana – Sicilia 2016, le vacanze di volontariato per il #MeTe (Museo della Memoria e del Territorio). In questi giorni, tra visite guidate, escursioni da Torre Salsa alla Scala dei Turchi e laboratori vari, sono impegnati anche nel progetto per la “Rigenerazione del Quartiere Casale”.

“Si tratta di una serie di attività miranti alla valorizzazione del quartiere più antico di Siculiana seguendo la logica della sostenibilità, dell’inventiva e della rielaborazione consapevole delle tradizioni”, ha spiegato Stefano Siracusa, presidente dell’associazione Alt che promuove l’iniziativa. “Lo scopo – ha aggiunto – è quello di attivare iniziative volte al miglioramento estetico del quartiere con diverse attività culturali come mostre, esposizioni e percorsi storici: un modo per rendere vivo il quartiere e per ripensare in chiave moderna l’identità locale secondo la logica di un museo diffuso che rielabora continuamente lo spazio vissuto”.

turisti lavoratori3Tra le attività già realizzate dai turisti-lavoratori “reclutati” esclusivamente sul web, la tinteggiatura delle facciate di alcuni “dammusi”, la verniciatura di portoni, la realizzazione di decori e installazioni artistiche, la realizzazione di un mosaico e la creazione di un orto urbano. Si sta lavorando per la realizzazione di 10 installazioni lungo le vie del Quartiere Casale. “Nello specifico – ha spiegato Siracusa – stiamo creando dei pannelli, usando materiale di riciclo, con decori e scritte indicanti termini di origine araba ancora in uso da alcuni anziani nel dialetto locale. Le installazioni avranno come tema principale le sopravvivenze arabe all’interno del dialetto. L’obiettivo è stimolare il ricordo collettivo nonché educare le nuove generazioni alla conoscenza del proprio dialetto”.

Tra le attività del “Laboratorio museografico”, invece, la catalogazione di alcuni reperti etnoantropologici ed etnostorici, l’allestimento di alcune collezioni di oggetti, la digitalizzazione di contenuti testuali, audio, video e fotografici. “L’obiettivo principale del laboratorio – ha detto il presidente di Alt – è quello di organizzare una corretta procedura museografica finalizzata alla realizzazione di una nuova sezione espositiva all’interno del #MeTe”.

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