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“Sembra che la Magistratura abbia emesso alcuni avvisi di concusione indagini preliminari per reati che vanno dal falso alla truffa, dalla frode all’inquinamento ambientale del mare di San Leone. Il popolo agrigentino si è molto spesso lamentato della cattiva gestione del sistema idrico e sembrerebbe che il grido di dolore sia finalmente giunto alla Magistratura che sta adottando contromisure per accertare la verità. Quella che manca è la voce del Sindaco. Il silenzio più assoluto su una vicenda che da anni i cittadini lamentano”. Lo scrivono in una nota i consiglieri del Movimento 5 Stelle di Agrigento Marcella Carlisi e Rita Monella.
“La Magistratura – aggiungono – ha disposto il sequestro del depuratore del Villaggio Mosè ma il Sindaco, responsabile della salute dei cittadini e delle Protezione civile, sembra non abbia denunciato il gestore idrico per attentato alla salute pubblica, né per disastro ambientale, visto che i liquami si riversano in mare più sporchi di quando sono entrati nel depuratore. Non ha nemmeno intimato al gestore di non far pagare la depurazione, visto che depurazione non c’è.
Le ordinanze sanciscono il danno per i cittadini; come quando è stata distribuita acqua inquinata nelle vie Guinizelli o Boris Giuliano e il Sindaco ha emesso, giustamente, le ordinanze per proibirne l’uso umano, ma non chiede al gestore di non effettuare bollettazione o, quantomeno, di detrarre dalla bolletta la quantità di liquido inquinato riversato nelle vasche.
Già, perché sembra che il Sindaco non sappia che i cittadini di Agrigento usano le vasche di accumulo per potersi approvvigionare di acqua per cui, se viene introdotta acqua inquinata, occorrerà pulire la vasca: il tutto, chiaramente, a spese dell’utente e non già di chi ha sporcato, cioè del gestore idrico. Ci chiediamo, inoltre, se le ordinanze abbiano raggiunto tutti i cittadini interessati dato il pericolo per la loro salute. E adesso che ci son avvisi di garanzia? E adesso che, sembra, Girgenti Acque abbia inquinato davvero le coste della nostra città? E adesso che, sembra, Girgenti acque adotti tariffe illegittime? Il Sindaco continua a stare in silenzio. Ma non dovrebbe costituirsi parte civile per difendere gli interessi della città, dei cittadini, degli utenti, dei turisti che fanno il bagno inconsapevoli in mezzo al liquame, e il decoro di questa città a “vocazione turistica”?
Ma se lui non si costituisce parte civile, se non chiederà almeno 50.000.000 di euro di danni per difendere l’immagine di questa bellissima città, chi difenderà gli agrigentini da eventuali prossime gestioni dei servizi condotte in modo illecito? Anzichè costruire porte che lo isolano dal resto della città, non sarebbe opportuno che il Sindaco facesse sentire la propria voce in favore dei cittadini che egli rappresenta?”.

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