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“L’impressione e’ che si stia modificando l’attuale impianto normativo in materia di elezioni, mozioni di sfiducia e rimozione del sindaco, senza tener conto del quadro finanziario e istituzionale in cui operano gli enti locali siciliani”. Lo dicono Lillo Firetto, sindaco di Agrigento, e Antonio Accorinti, sindaco di Messina, componenti del consiglio regionale di AnciSicilia a proposito della legge elettorale per le elezioni amministrative in Sicilia in discussione all’Ars. “A titolo di esempio si pensi che – continuano Firetto e Accorinti – se passasse la norma che prevede la rimozione del sindaco in caso di mancata adozione dei Bilanci entro i termini di legge, in un contesto come quello attuale si sarebbe gia’ dovuto procedere con la rimozione di almeno 347 sindaci su un totale di 390. Ma vi e’ di piu’, sulla base di quanto emerso in occasione dell’ultima seduta della Conferenza Regione – Autonomie Locali del 4 agosto, ancora oggi i comuni non hanno a disposizione tutti gli elementi necessari per poter predisporre i Bilanci di Previsione 2016. La Regione infatti a distanza di oltre 3 mesi dalla scadenza del termine del 30 aprile solo pochi giorni fa ha comunicato un taglio del 9 per cento sulla parte corrente rispetto a quanto previsto dalla legge di Stabilita’ 2016”. “Con riferimento alle novita’ che si vogliono introdurre con il testo di riforma all’esame dell’ARS, – concludono – sarebbe opportuno riflettere su quanto la tenuta istituzionale del sistema delle autonomie locali gia’ a rischio per numerosi fattori di ordine finanziario e legislativo possa essere compromessa da una serie di norme che indeboliscono la figura del sindaco che pur eletto direttamente dal cittadino si trova ad essere condizionato anche da una serie di elementi contingenti”. (ANSA)

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