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Alberi che cadono come birilli, stabilimenti balneari danneggiati: avanza inesorabilmente l’erosione costiera ad Eraclea Minoa e continua a “divorare” pezzi di spiaggia e pineta. “Disperati” i titolari del Lido Bellevue sulla terza spiaggia, che ieri mattina, dopo aver subito i primi danneggiamenti dalle mareggiate di questi giorni, sono stati costretti a smontare in fretta e in furia il chiosco, con l’ausilio di un’autogru, prima di perderlo del tutto. Non c’è più spazio in spiaggia, al momento, per sdraie e ombrelloni e nemmeno per la torretta di avvistamento del bagnino.

“Tanti sacrifici, tanto lavoro e ci ritroviamo così”, ha detto Giovanni Augello, titolare dello stabilimento mostrando ieri su Facebook le immagini del “disastro”. “Siamo abbandonati, Eraclea Minoa è abbandonata, non ce la facciamo più – aggiunge la moglie Debora – a pagare le tasse. Al drastico calo di presenze turistiche che quest’anno non ci ha fatto, si aggiungono ora i danni dell’erosione”. Una situazione in cui si sono già trovati i titolari di altri stabilimenti balneari distrutti negli anni passati, in più occasioni, dalle mareggiate. Non solo alla terza spiaggia, l’erosione avanza ovunque ad Eraclea Minoa.

La protezione della fascia costiera è stata in questi giorni al centro del “dibattito politico” a Cattolica Eraclea dopo un’interrogazione presentata dal capogruppo consiliare dell’opposizione, Orietta Amato, per chiedere chiarimenti al sindaco Nicolò Termine sul progetto per la realizzazione della barriere frangiflutti. Ci sarebbe la disponibilità della somma di un finanziamento regionale da 1.300.000 euro, ma l’amministrazione dovrebbe definire il progetto esecutivo. Il primo cittadino ieri ha fatto sapere che ha “già dato mandato al capo dell’ufficio tecnico di relazionare sul progetto e che intende definire la vicenda a difesa della costa e della spiaggia di Eraclea Minoa assolutamente da tutelare”.