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Anche il Comune di Canicattì potrà celebrare le unioni civili tra persone dello stesso sesso, recependo quanto previsto dalla legge Cirinnà, approvata dal Parlamento nel maggio scorso ed entrata in vigore i primi di giugno che regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina le convivenze di fatto, etero o gay, prive di vincoli giuridici. Ieri, infatti, come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, è stato istituito in Comune il registro delle unioni civili e delle coppie di fatto attraverso il quale coppie costituite anche da persone dello stesso sesso vedranno riconosciuti un ampio spettro di diritti al pari delle coppie sposate.

Il Comune di Canicattì è tra i primi nella provincia di Agrigento a dotarsi del registro delle unioni civili e delle convivenze di fatto. Il primo registro è stato varato a Cattolica Eraclea. Per unioni civili si intendono specifiche formazioni sociali costituite da persone maggiorenni dello stesso sesso. Per convivenze di fatto, invece, si fa riferimento a tutte le coppie formate da due persone maggiorenni (sia etero che omosessuali) non legate da vincoli giuridici ma da un legame affettivo e che possono regolare i propri rapporti patrimoniali attraverso un «contratto di convivenza.

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