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Si cerca di correre ai ripari ad Eraclea Minoa, al via oggi i lavori per rimuovere i pericoli presenti in un ampio tratto di spiaggia recentemente colpito dalle mareggiate. L’erosione che avanza inesorabilmente ormai da anni ha disseminato nei giorni scorsi sul litorale, in buona parte assottigliato, decine di alberi sradicati dalla pineta, tronchi enormi e rami che rendono sostanzialmente impraticabile la terza spiaggia e che rappresentano un pericolo per l’incolumità di bagnanti e turisti. “Minacciati” dal mare gli stabilimenti balneari.

Dopo un sopralluogo congiunto di guardia costiera, corpo forestale, polizia municipale, sindaco e tecnici del comune, la capitaneria di porto di Porto Empedocle ha emesso un’ordinanza con la quale vieta, fino alla cessazione del pericolo, la balneazione, la navigazione, l’ancoraggio, la pesca e ogni altra attività di superficie e subacquea nel tratto di mare della cosiddetta “terza spiaggia” che va dallo stabilimento balneare Lido Bellevue – il cui chiosco è stato danneggiato e smontato a causa delle mareggiare dei giorni – a Capo Bianco per una distanza di 50 metri dalla costa. L’amministrazione comunale sta già provvedendo all’installazione della recinzione per impedire l’accesso nell’area interessata. “L’erosione costiera è un problema serio in tutta la provincia, ma ad Eraclea Minoa – ha scritto su Facebook il responsabile di Mareamico Agrigento Claudio Lombardo – ha raggiunto livelli intollerabili che hanno costretto la capitaneria di porto ad emettere un’ordinanza di divieto di transito e balneazione, dagli anni ’80 ad oggi si sono persi almeno 120 metri di spiaggia”.

“Tra lunedì e martedì – ha detto il sindaco di Cattolica Eraclea Nicolò Termine – saranno rimossi gli alberi che è possibile rimuovere perché sono in superficie. Per i tronchi e i rami sommersi in acqua o sotto la sabbia al momento non è possibile intervenire, ma saranno rimossi non appena riemergeranno. Stiamo cercando di risolvere la situazione di urgenza – ha spiegato il primo cittadino – per rimuovere i pericoli per l’incolumità pubblica, ma quello dell’erosione costiera ad Eraclea Minoa – ha sottolineato – è un problema cronico che cercheremo di affrontare in sinergia con l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente”.

Vero è che c’è un progetto anti erosione e per la tutela del costone di Capo Bianco che prevede la realizzazione di tre barriere sommerse (due di 530 metri, un’altra di 720) posizionate a 70 centimetri sotto il livello del mare e il ripascimento della spiaggia (costo complessivo 9 milioni di euro circa), ma è vero anche che la situazione è ingarbugliata dal punto di vista tecnico-burocratico e dunque ancora non c’è il libera della Regione siciliana ai finanziamenti. “Vedremo, in sinergia con l’assessorato regionale al Territorio e l’Ambiente – ha detto il sindaco Nicolò Termine al Giornale di Sicilia – quale può essere la soluzione migliore per intervenire a tutela della spiaggia, se andare avanti con il progetto già presentato facendo delle modifiche o se presentare un nuovo progetto. Intanto, ho già chiesto al dirigente dell’ufficio tecnico di preparare una relazione approfondita sia sulle criticità del progetto già presentato sia sulla situazione attuale ad Eraclea Minoa dopo le mareggiate dei giorni scorsi”.