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Vincenzo Marrella, di Montallegro, arrestato nell'operazione Icaro

E’ uscito dal carcere ed è tornato a casa Vincenzo Marrella, 42 anni, di Montallegro, indagato nell’operazione antimafia Icaro. All’uomo, che già nel 2012 rese dichiarazioni “scottanti” ai magistrati della Dda di Palermo sulla famiglia mafiosa di Montallegro e sui possibili responsabili dell’omicidio del padre, ma che ha parlato anche delle famiglie mafiose di Cattolica Eraclea e Siculiana, il Gip del tribunale di Palermo ha concesso adesso gli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Montallegro diretti dal maresciallo Salvatore Pecoraro.

Nei giorni scorsi è stato notificato dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di trentaquattro persone indagate nell’ambito dell’operazione “Icaro” che ha inferto un duro colpo alla “cupola” agrigentina. Sedici indagati già arrestati tra Santa Margherita di Belice, Montevago, Ribera, Cattolica Eraclea, Cianciana, Montallegro, Porto Empedocle, Agrigento, Favara; altri diciotto sono a piede libero, ma alcuni agli arresti domiciliari, con l’obbligo di dimora o di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo,  dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsioni, riciclaggio, danneggiamenti, detenzione illegale di armi da fuoco e relativo munizionamento, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, rapina aggravata dall’uso delle armi, tentato omicidio ed altro.

In manette, in due diverse operazioni degli agenti della Squadra mobile di Agrigento e Palermo, sono finiti: Pietro Campo, 63 anni, di Santa Margherita Belice; Giuseppe Piccillo, 53 anni, di Favara; Antonino Iacono, 61 anni, di Giardina Gallotti (frazione di Agrigento); Emanuele Riggio, 45 anni, di Monreale. Sono di Porto Empedocle, invece, Francesco Tarantino, inteso “Paolo”, 29 anni; Francesco Capizzi, “il milanese”, 50 anni; Francesco Messina, 58 anni; Gioacchino Cimino, 61 anni. Poi: Mauro Capizzi, 48 anni, di Ribera; Diego Grassadonia, 55 anni, di Cianciana; Antonino Grimaldi, 47 anni, di Cattolica Eraclea; Santo Interrante, 35 anni, e Giacomo La Sala, 48 anni, di Santa Margherita Belice; Stefano Marrella di 60 anni, Vincenzo Marrella di 42 anni, e Francesco Tortorici, 37 anni, tutti e tre di Montallegro.

L’indagine è stata svolta dai sostituti della Dda di Palermo Rita Fulantelli, Emanuele Ravaglioli, Claudio Camilleri e Bruno Brucoli, con il coordinamento dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia. Gli altri indagati sono: Antonino Abate, 29 anni, e  Domenico Bavetta, 34 anni, entrambi di Montevago;  Tommaso Baroncelli, 40 anni; Giovanni Campo, 25 anni; Gaspare Nilo Secolonovo, 47 anni; Piero Guzzardo, 37 anni,  tutti e quattro di Santa Margherita Belice. Vito Campisi, 45 anni, di Cattolica Eraclea; Domenico Cucina, 48 anni, di Lampedusa; Rocco D’Aloisio, 46 anni, di Sambuca di Sicilia; Carmelo Bruno, 47 anni, e Roberto Carobene, 38 anni, entrambi di Motta Sant’Anastasia (Catania); Gioacchino Iacono, 36 anni, di Realmonte; Giuseppe Lo Pilato, 44 anni, di Giardina Gallotti; Ciro Tornatore, 80 anni, di Cianciana; Leonardo Marrella, 38 anni, e Pasquale Schembri, 53 anni, entrambi di Montallegro; Francesco Pavia, 35 anni, di Porto Empedocle.

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