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E’ stato sanzionato ieri il primo cacciatore “scorretto” beccato nell’Agrigentino nel primo giorno di apertura della stagione venatoria 2016-2017. Si tratta di un cacciatore di Messina, che dovrà pagare una sanzione di oltre 400 euro perché sorpreso in una battuta di caccia mattutina nella zona umida del fiume Naro, ma lui lì non poteva cacciare poiché fuori dall’ambito venatorio di sua competenza. Nella stessa zona, gli uomini del Distaccamento del Corpo Forestale di Agrigento, diretti dal commissario Calogero Cammarata, hanno identificato altri venti cacciatori: nei loro confronti nessuna sanzione perché cacciavano regolarmente e la selvaggina trovato in loro possesso non era di specie protetta.

La zona umida di fiume Naro è in questi primi giorni di caccia “presidiata” anche dall’associazione ambientalista Mareamico di Agrigento guidata da Claudio Lombardo che su Facebook avverte: “Ricordiamo che chi uccide esemplari appartenenti ad una specie protetta è punito con l’arresto da uno a sei mesi e con l’ammenda fino a 4.000 euro. Presidieremo la zona umida di fiume Naro”.

“Abbiamo controllato complessivamente una trentina di cacciatori, solo uno è stato sanzionato”, ha spiegato il comandante del Distaccamento del Corpo Forestale di Agrigento Calogero Cammarata. “Stiamo potenziando la sorveglianza soprattutto a scopo di prevenzione, i controlli proseguiranno nei prossimi giorni compatibilmente con le nostre forze”. Undici i comuni agrigentini ricadenti nella giurisdizione del Distaccamento del Corpo Forestale di Agrigento: la città dei templi, Aragona, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Porto Empedocle, Racalmuto, Realmonte, Siculiana e Santa Elisabetta.

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