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“Migliaia di animali torneranno nei mirini delle doppiette italiane” e “ricomincia la strage”. Come denuncia sul suo sito il Wwf, da qualche giorno sono ripartite le preaperture della caccia. Prima della ripresa ordinaria del 18 settembre, in molte regioni (fra cui Abruzzo, Marche, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania, Toscana e Sicilia) i cacciatori hanno già occupato la propria postazione nei pressi di stagni, lagune e boschi alla ricerca di anatre selvatiche, alzavole, germani, colombacci e ghiandaie. “Nonostante le evidenze scientifiche e le normative europee che non consentono la caccia nel periodo di fine estate – continua l’organizzazione ambientalista – nel nostro Paese si continua ad autorizzare l’uccisione di animali selvatici proprio quando questi sono più vulnerabili”.

Secondo il Wwf non è un caso che l’Europa (l’Italia è stata più volte richiamata dalla Commissione UE con l’avvio di procedure d’infrazione) non consenta la caccia in alcuni periodi dell’anno fra i quali rientra la fine dell’estate per le condizioni in cui si trovano numerose specie: piccoli ancora immaturi, le specie migratrici che devono prepararsi ai lunghi voli di ritorno verso i luoghi di svernamento, la scarsità di acqua e cibo a causa delle siccità estive, degli incendi e le specie che stanno ancora nidificando. A tutto questo, in Italia si aggiunge anche un deficit di controlli, sempre più scarsi. Situazione in peggioramento anche a causa dei vari ”riordini” che interessano le Polizie Provinciali e il Corpo Forestale dello Stato.

Viene stimato che sotto i colpi delle doppiette potranno essere abbattuti in tutta la stagione venatoria diversi milioni di animali. A cacciare sarebbero circa 700 mila italiani (ovvero poco più dell’1% della popolazione, in diminuzione nel numero e in aumento per età media). La maggioranza degli italiani sarebbe invece contraria alla caccia, come dimostra una recente indagine Eurispes secondo la quale il 68% degli italiani si schiera contro l’attività venatoria. Un aumento della sensibilità che il Wwf rivendica come risultato dei 5 decenni di attività dell’associazione. Lazio e Marche avranno la stagione venatoria più lunga, iniziata il 1 settembre fino al 9 febbraio 2017. “Inoltre – sottolinea il Wwf sul proprio sito- altre regioni continuano ad escogitare ”escamotage” per impedire ricorsi alle associazioni ambientaliste: è il caso della Toscana che ha approvato la preapertura con un provvedimento last minute con soli due giorni d’anticipo dal via libera alle doppiette”. In attesa dell’apertura ordinaria prevista per il 18 settembre, “non resta che sperare che il minor numero possibile di cacciatori approfitti di queste deroghe e che provvedano alla riduzione dell’inquinamento non utilizzando munizioni in piombo, elemento estremamente inquinante sia per gli uomini che per gli animali”.

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