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Inaugurato ieri il Festival LinosArt 2016, la kermesse internazionale di teatro, danza, musica, cinema, fotografia, letteratura e arti performative. Unico nel suo genere e nella sua collocazione geografica, il Festival – il cui filo conduttore è il tema della migrazione e del viaggio – vuole essere messaggio e testimonianza di pace e fratellanza attraverso il linguaggio universale dell’arte. Nel 2015, nel corso dell’edizione pilota, Linosa per sei giorni è stata palcoscenico di concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, performance di teatro danza: 14 artisti, 4 compagnie, 6 musicisti, 2.000 spettatori. Quest’anno LinosArt raddoppia: 26 gli artisti, 4 i gruppi musicali, 2 le compagnie di danza, 1 compagnia di cabaret, 2 attori/clown. “A tutti gli artisti va il nostro sincero ringraziamento – sottolineano Federicapaola Capecchi, Fabio Sanfilippo, Salvatore Tuccio e Fabio Tuccio, ideatori e promotori del Festival – perché  si esibiscono a titolo gratuito e lo fanno in quanto condividono il progetto che sta alla base di questa iniziativa. LinosArt vuole essere niente altro che un messaggio di pace con i colori della musica, dei movimenti della danza, in un momento storico davvero tormentato quando le risposte politiche rispetto a temi cruciali ed epocali come quelli delle migrazioni, dell’accoglienza della multiculturalità sembrano essere quanto meno miopi”. Ad aprire il Festival il documentario ‘Mediterraneo, la nostra frontiera liquida’ di Rosalba Ferba e Gabriella Guido con le fotografie di Massimo Sestini e un testo di Erri De Luca, a seguire lo spettacolo ‘Fimmini e Fimminazze’ con Alice Ferlito, Nicoletta Fiorina e Giampaolo Terranova. Ancora per quanto riguarda la sezione documentari: ‘La polvere di Kabul’ del giovane regista afghano Morteza Khaleghi, l’inedito ‘XII.8.44’ di Diego Bonuccelli originale visione dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, ‘Il grand tour a Palermo’ sulle bellezze del capoluogo siciliano. A Linosa e al LinosArt, per tutta la durata del Festival, saranno inoltre esposti i disegni di Sheradzade, una bambina curdo-siriana di 8 anni racconta l’orrore della guerra in Siria, l’avanzata dell’Isis, la fuga e la permanenza a Idomeni.

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