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Si continua a morire nel Canale di Sicilia: 15 corpi sono stati recuperati oggi, vittime di traversate su gommoni precari e stracarichi. Oltre 2.700 i soccorsi in una ventina di interventi da parte di Guardia Costiera, Marina Militare, navi di Eunavformed e mezzi di ong. Intanto, domani al Viminale, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano ed il presidente dell’Anci, Piero Fassino, si vedranno per mettere a punto un piano di redistribuzione dei migranti presenti nel sistema di accoglienza. Diverse le operazioni di soccorso attivate oggi. Due sono finite in tragedia. Nella prima, racconta l’Ansa, migranti a bordo di un gommone in precarie condizioni di galleggiabilità sono caduti in mare. Mezzi della Marina Militare impegnati nella missione ‘Mare sicurosono intervenuti ed hanno recuperato la gran parte delle persone ed anche sette cadaveri. Un altro morto è stato trovato a bordo di una piccola imbarcazione. In mattinata, altra strage. Il ‘Responder’, la nave dell’associazione Moas, ha avvistato un gommone stracarico di persone e si è avvicinata per distribuire i salvagenti, ma, riferisce la Croce Rossa, “in un attimo i migranti, a bordo del gommone già pieno d’acqua sono entrati nel panico e hanno cominciato a gettarsi in acqua per cercare di salvarsi”. Alla fine, sono stati recuperati i corpi di cinque donne e due uomini, mentre 134 persone sono state salvate. Sul fronte dell’accoglienza si svolgerà domani l’incontro convocato da Alfano per distribuire più equamente sul territorio il ‘pesò degli stranieri arrivati. “Ci sono alcuni Comuni – ha spiegato il ministro – che hanno un peso eccessivo perchè sono stati generosi e magari il Comune a fianco prova a fare il furbo. Dobbiamo risolvere questi problemi e farlo in sintonia con i Comuni in modo volontario”. Sono circa 150mila gli stranieri accolti e la gran parte (oltre 111mila) si trova nelle strutture temporanee. I Comuni che ospitano migranti sono 1.200. L’obiettivo è allargare questo numero nel nome dell’accoglienza diffusa: piccoli numeri distribuiti in tanti centri, evitando le grosse concentrazioni L’Anci, alla vigilia dell’incontro, pone precisi paletti: “Noi – spiega all’Ansa il segretario generale, Veronica Nicotra – registriamo da tempo il disagio di molti sindaci che lamentano l’arrivo di migranti sul loro territorio deciso dal Viminale senza alcun coinvolgimento degli amministratori locali. Questa – sottolinea – non è la strada giusta. L’Italia è un Paese di frontiera, l’immigrazione è un dato strutturale, non un’ emergenza e dunque occorre gradualmente organizzare un sistema in grado di programmare i flussi in modo equo e sostenibile”. Il piano immaginato dall’Anci prevede di distribuire in media nei vari Comuni 2,5 migranti ogni mille abitanti, con alcune correzioni verso il basso per le grandi città. “Ma noi – osserva Nicotra – chiederemo al Viminale una clausola di garanzia: ai Comuni che hanno già progetti di accoglienza in corso non possono essere destinati altri migranti. Così come ad un Comune di 2.000 abitanti non possono essere assegnati più di 5 stranieri. Finora questo purtroppo non è avvenuto e non è così che si costruisce un sistema condiviso”.

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