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Arrivano i fondi per salvare la Cattedrale di Agrigento chiusa dal 2011 per rischio crolli. Complessivamente sono state stanziate risorse per 42 milioni di euro, serviranno a consolidare il costone roccioso si San Gerlando e ad evitare che il duomo crolli. E’ uno dei finanziamenti più attesi inseriti nel Patto per la Sicilia firmato ieri in pompa magna davanti al tempio della Concordia dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal presidente della Regione Rosario Crocetta, con accanto il sindaco Lillo Firetto e il ministro dell’Interno Angelino Alfano e davanti a un platea di parlamentari, sottosegretari, sindaci e la giunta regionale al completo.

“Alfano ha più volte minacciato la crisi di governo, ma mai come sulla Cattedrale di Agrigento…”, ha detto ieri il premier con una battuta in conclusione del suo discorso. Ad accogliere Renzi tra le vestigia greche anche il cardinale monsignor Francesco Montenegro che da anni si batte per il progetto della Cattedrale di Agrigento e in prima linea sul fronte delle emergenze sociali a partire dai drammi dell’immigrazione. “E’ bello vedere una porpora rossa in questa città, segno dell’attenzione di Papa Francesco per questo territorio”, ha detto il premier Renzi riferendosi alla presenza del cardinale nel giorno della firma del Patto per la Sicilia.

“Oggi è un giorno molto importante e molto bello per la Sicilia e per Agrigento”, ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. “Abbiamo trovato e messo nel patto le risorse per non fare crollare la cattedrale di Agrigento e consolidare il costone. Si tratta – ha spiegato – di 37 milioni di euro più 5 milioni di euro per tutta la progettazione. Finalmente – ha aggiunto – gli agrigentini possono sapere che se tutto andrà con procedure d’efficienza i soldi ci sono e la questione si può affrontare e risolvere. E’ un risultato che noi come classe dirigente possiamo rivendicare. Un risultato raggiunto in un momento in cui i nostri ricordi sono colpiti da quanto accaduto nel centro Italia”.