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“Ritrovare il coraggio e la volontà di cambiare la realtà, non farci inseguire da essa perché ne resteremo schiacciati ma riuscire a prendere in mano il volante per gestire questo flusso. Si discute, si discute e intanto i morti aumentano. Le soluzioni non si trovano, la gente scappa”. È l’appello che da Assisi il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Caritas italiana, lancia ai leader mondiali riuniti a New York per il Vertice Onu sui migranti e i rifugiati. “Chiamo il Mediterraneo una tomba liquida perché ormai sono 25mila e più le persone accertate che sono morte nel tentativo di attraversarlo a cui vanno aggiunte tutte quelle di cui non sappiamo. E continuano ad aumentare. Nel Mar Egeo sono morti più di mille bambini in un anno.

La nostra emozione deve diventare commozione e la commozione tradursi in azione. Se ci si ferma all’emozione, la storia non va avanti”. “Di parole – incalza il cardinale secondo quanto riporta l’agensir – se ne sono dette tante e se ne dicono tante. Alcune volte, dico: per un attimo facciamo silenzio davanti a questa realtà, perché il silenzio scava più della parola. Più che parlare, occorrerebbe stare li’ con quei bambini e le loro madri. E guardarli, poi ognuno agisca in coscienza. Gli occhi muovono il cuore e se il cuore si muove bene, le mani si aprono”. All’Europa che costruisce i muri, il presidente Caritas dice: “Ci sarebbe da dire che forse non abbiamo studiato la storia. Tentiamo di costruire una storia nuova, non ricordando quella passata.

Nessun muro ha mai retto. Noi pensiamo di inventare qualcosa di nuovo ma stiamo riproponendo il vecchio che è stato fallimentare fino ad ora. Insomma, siamo già sconfitti. Alzare dei muri è alzare bandiera bianca davanti ad una realtà più grande di noi. Qualche volta ho detto che Ue, Unione europea, si può anche leggere ‘unione degli egoismi’ e tanti egoismi insieme non fanno unione”. Prima a Lampedusa, poi a Lesbo. “Papa Francesco – ricorda il cardinale – è l’uomo che sta aprendo la strada e sta dimostrando che si può avere il coraggio. Gli applausi non gli interessano. Gli interessa far cambiare la storia e se questo diventa il desiderio di tutti, la strada del cambiamento è possibile”.

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