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“Il 21 settembre 1990 veniva assassinato dalla mafia a soli 37 anni il giudice Rosario Livatino mentre si recava a bordo della sua auto al Tribunale di Agrigento. Nel ventiseiesimo anniversario di quel drammatico giorno l’Anm vuole ricordare il sacrificio del collega che ha pagato con la vita il suo forte impegno nella difesa della legalita’, nella ricerca della verita’ e nel contrasto alla criminalita’ organizzata e ai fenomeni corruttivi, senza compromessi e timori”. E’ quanto si legge sul sito delll’Associazione nazionale dei magistrati. “Le sue parole, di assoluta modernita’, sul ruolo del magistrato e sull”immagine esterna’, sui rapporti con la politica e l’economia, sul principio di responsabilita’- dice ancora l’Anm-, costituiscono ancora oggi un patrimonio cui richiamarsi nel quotidiano esercizio della giurisdizione. Sobrieta’, coerenza, credibilita’, riserbo, equilibrio, integrita’, ma anche grande umanita’ hanno fatto di Livatino una nobile figura, la cui vita rappresenta un altissimo insegnamento per le generazioni future”.

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