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“21 settembre 1990. Il ‘giudice ragazzino’ sta andando di buon mattino al tribunale di Agrigento. Sulla strada lo aspettano 4 uomini della Stidda che aprono immediatamente il fuoco. Rosario Livatino, ferito, prova a scappare per alcune decine di metri. Viene raggiunto e ucciso con un colpo al volto. All’epoca ero a Roma, alla commissione antimafia. Ancora sconvolto chiamai Falcone: insieme andammo a dare l’ultimo saluto a quel ragazzo siciliano cosi’ brillante che aveva onorato per oltre dieci anni il suo lavoro di magistrato”. Lo scrive su facebook il presidente del Senato, Pietro Grasso, che posta una foto del giudice ucciso dalla mafia 26 anni fa. “Livatino- prosegue Grasso- aveva una fede incrollabile e un altissimo senso della giustizia. Diceva: ‘Non vi sara’ chiesto se siete stati credenti ma se siete stati credibili’. Le sue parole, la sua vita, lo hanno reso un punto di riferimento ideale per tutti coloro, magistrati e non, che credono nella legalita'”.