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Cattedrale di Agrigento
Cattedrale di Agrigento ripresa dal drone di Massimo Alaimo

Un vertice “tecnico”, al quale parteciperà anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano, si terrà oggi a Roma per fare il punto della situazione sul progetto per la salvaguardia del colle di San Gerlando su cui insiste la cattedrale di Agrigento chiusa al culto dal 2011 per rischio crolli. L’incontro romano, che dovrebbe svolgersi al Viminale che gestisce anche il Fondo edifici di culto (Fec), servirà per capire se nell’immediato, in considerazione dell’urgenza, ci siano possibilità da parte del Governo Renzi di intervenire con il finanziamento di un progetto a tutela dell’edificio del duomo visto che sono tutt’altro che brevi i tempi del Patto per la Sicilia nel quale per il consolidamento del costone sono previsti 37 milioni di euro tramite la riprogrammazione delle economie derivanti dall’espletamento dei bandi di gara del masterplan. Ma si resta in ogni caso in attesa che la Regione siciliana presenti il progetto esecutivo contro il dissesto idrogeologico.

“I soldi ci sono adesso ‘chi è Papa papia’, cioè chi deve fare il progetto lo faccia”, ha dichiarato il governatore Rosario Crocetta nei giorni scorsi prima della firma del Patto per la Sicilia con il premier Matteo Renzi davanti al tempio della Concordia. “Alfano ha più volte minacciato la crisi di governo, ma mai come sulla Cattedrale di Agrigento”, ha detto subito dopo il premier con una battuta tra le vestigia greche mentre il ministro agrigentino già festeggiava. “Abbiamo trovato e messo nel Patto per la Sicilia – ha detto poi Alfano – le risorse per non fare crollare la cattedrale di Agrigento e consolidare il costone, si tratta di 37 milioni di euro più 5 milioni di euro per tutta la progettazione. Finalmente – ha aggiunto – gli agrigentini possono sapere che, se tutto andrà con procedure d’efficienza, i soldi ci sono e la questione si può affrontare e risolvere. E’ un risultato che noi come classe dirigente possiamo rivendicare. Un risultato raggiunto in un momento in cui i nostri ricordi sono colpiti da quanto accaduto nel centro Italia”.

Anche il cardinale Francesco Montenegro, che da anni si batte per salvare la cattedrale, ancora ignaro dei dettagli del masterplan e della relativa delibera varata il 10 settembre della giunta Crocetta riunita all’ombra della valle dei templi, quel giorno sembrava entusiasta. “La cattedrale – ha detto nell’occasione l’arcivescovo di Agrigento – ha un significato storico e religioso molto importante, ridare vita alla cattedrale significa ridare un cuore alla città. E’ vero che ci sono fondi che vanno alla cattedrale, ma se questo cuore si ristabilisce in salute è tutto il centro storico che ne guadagna. Dobbiamo guardare questa attenzione come un segno che interessi tutta quella parte del centro storico un po’ dimenticata da tutti gli agrigentini”.

Sul progetto a tutela della collina della cattedrale di Agrigento inserito nel Patto per la Sicilia “siamo speranzosi perché la speranza importante, ma poco fiduciosi sulla tempistica e sulla presenza delle somme”, ha detto ieri don Giuseppe Pontillo, responsabile dei Beni culturali della diocesi di Agrigento e parroco della cattedrale, in partenza per la Capitale. “A Roma – ha spiegato – cercheremo di chiarire la situazione e capire se ci siano margini di recupero di qualche altra cosa. Sarà un incontro con i tecnici e il ministro Alfano per capire cosa si può effettivamente per cercare di recuperare. Io credo che sulla cattedrale – ha aggiunto don Giuseppe Pontillo – ci siano due volontà politiche: una nazionale e una regionale. Quella nazionale che vorrebbe la risoluzione problema in maniera veloce e quella regionale che, magari avvicinandosi le elezioni regionali, opera con la tempistica politica legata al rinnovo delle cariche”.

“In questo momento – ha spiegato il responsabile dei Beni culturali della diocesi al Giornale di Sicilia – c’è una contradictio in terminis perché se scrivono che il Patto per il Sud è operativo, sulla cattedrale scrivono intervento prioritario e poi dicono che bisognerà fare la riprogrammazione e tirare fuori le somme dalle economie dell’espletamento delle gare di appalto degli altri progetti, si capisce che non c’è cassa e non c’è tempistica che così può essere rispettata. Si spera intanto – ha proseguito . che per la collina la Regione siciliana vada avanti con la progettazione per la quale sarebbero già disponibili 5 milioni di euro”. Nel frattempo, in attesa che si smuova qualcosa a Palermo per il progetto di consolidamento del costone, si cerca oggi a Roma una via più rapida per salvare la cattedrale. (*CAGI*)

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