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Non accenna a placarsi l’escalation di incendi sulla maggiore delle Pelagie dove le auto nell’ultimo periodo bruciano come miccette creando sull’isola un clima di paura e tensione. Il sindaco Giusi Nicolini ne parlerà lunedì prossimo con il prefetto di Agrigento Nicola Diomede al quale chiederà la convocazione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Intanto, ieri notte, un’altra auto a fuoco. Stavolta, il rogo, le cui cause sono ancora in corso d’accertamento da parte degli investigatori, è scoppiato nella notte tra giovedì e venerdì scorsi in via Aeroporto dove è stata distrutta dalle fiamme l’auto – una Fiat Panda – di un pensionato lampedusano. L’incendio è stato spento dai vigili del fuoco, sul posto anche i carabinieri della locale stazione che hanno svolto i rilievi di rito dando il via alle indagini. Le origini del rogo sono ancora da accertare, ma sembra che la natura sia dolosa e non accidentale. Sul posto, a quanto pare, non sono state trovate taniche o bottiglie con residui di liquido infiammabile. Nessuno ha visto o sentito nulla. Così come nella maggior parte di incendi scoppiati sull’isola pelagica durante l’estate e che continuano senza tregua. Qualche giorno fa le fiamme hanno danneggiato un fuoristrada – Suzuki Santana – parcheggiato in via Crispi, di proprietà di un uomo di 52 anni. Una settimana fa un incendio ha completamente distrutto la Fiat Punto Cabrio di proprietà di un autonoleggiatore di 44 anni del luogo parcheggiata in via Silvio Pellico. Due settimana fa, in via La Loggia, un rogo ha distrutto il furgone Ford Transit dell’impresa turistica Lopades, lo scorso agosto, in via Egadi, un incendio ha mandato in fumo una Fiat Tipo che a quanto pare era stata abbandonata da tempo. Prese di mira diverse vetture di autonoleggiatori e operatori turistici, anche commercianti e pensionati. Ma a quanto pare ci sarebbero altri incendi non andati alla ribalta delle cronache su cui stanno lavorando gli investigatori per capire anche se in qualche modo possa esserci un collegamento tra diversi incendi. “Questa serie di incendi di auto è certamente una cosa inusuale, molto brutta, un modo primitivo di esercitare violenza”, ha detto il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini al Giornale di Sicilia. “Generalmente – ha aggiunto – si tratta di atti intimidatori o ritorsivi. Un atto fatto per costringere con l’intimidazione le persone a fare o a non fare qualcosa oppure si tratta di atti per vendicarsi, in modo violento, di qualcosa. Una pratica violenta e primitiva per dirimere a volte questioni personali. Considerata l’alta presenza di forze dell’ordine sull’isola – ha proseguito – ritengo comunque Lampedusa un’isola sicura, ma danneggiare auto tramite incendi può non essere molto difficile. Parlerò di questa situazione che certamente crea un clima di tensione – ha spiegato il primo cittadino – con il prefetto di Agrigento che nei prossimi giorni sarà qui a Lampedusa per l’inaugurazione della caserma. Chiederò che della questione si occupi il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”.