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Massima attenzione da parte dello Stato sull’escalation di incendi di auto che da un anno crea un clima di tensione sulla maggiore delle Pelagie. Si è riunito sull’isola lunedì scorso il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza presieduto dal prefetto Umberto Postiglione per fare il punto della situazione alla luce dei numerosi incendi, che soprattutto durante l’estate, hanno mandato in fumo diverse auto. Presenti al vertice, oltre al sindaco Giusi Nicolini, il questore di Agrigento Mario Finocchiaro, il comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento colonnello Mario Mettifogo e il comandante provinciale della guardia di finanza colonnello Massimo Sobrà. Informato della gravità della situazione il ministro dell’Interno Angelino Alfano che lunedì scorso è stato sull’isola per l’intitolazione della caserma dei carabinieri al brigadiere Francesco Bonadonna.

Complessivamente dal primo gennaio 2016 ad oggi sono 21 le auto andate in fiamme a Lampedusa. Ammesso che qualche rogo possa essere di natura accidentale, la maggior parte sembra di natura dolosa a scopo intimidatorio. A bruciare, recentemente, vetture di autonoleggiatori, imprenditori, pensionati. Su tutti gli episodi incendiari, dopo i rilievi di rito svolti dai carabinieri della locale stazione, sono state avviate indagini della procura della Repubblica di Agrigento. L’ultima auto distrutta dal fuoco, la scorsa settimana in via Aeroporto, è la Fiat Panda di un pensionato. Qualche giorno prima le fiamme avevano danneggiato un fuoristrada Suzuki Santana parcheggiato in via Crispi di proprietà di un uomo di 52 anni e un incendio aveva completamente distrutto la Fiat Punto Cabrio di un autonoleggiatore di 44 anni parcheggiata in via Silvio Pellico. Tre settimane fa, in via La Loggia, un rogo ha distrutto il furgone Ford Transit dell’impresa turistica Lopades, lo scorso agosto, in via Egadi, un incendio ha mandato in fumo una Fiat Tipo.

Auto a fuoco ma anche in acqua. Si indaga, a quanto pare, anche su un’auto che lo scorso agosto è stata scaraventata a mare da Capo Grecale. Ancora non si è capito il perché, ma si sa che l’auto era della moglie di un militare dell’aeronautica. “C’è la massima attenzione da parte delle forze dell’ordine e un’intensa attività investigativa in corso”, è quanto emerso dal vertice. “Un segnale di attenzione importante per Lampedusa – ha detto il sindaco Nicolini – nel tentativo di far fronte a una situazione che certamente è diventata preoccupante”.

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