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Non è stata la meningite batterica a colpire una donna cinquantenne di Villaseta trasportata quattro giorni con un’ambulanza del 118 al pronto soccorso del San Giovanni di Dio di Agrigento dove i medici, sospettando un caso meningite batterica, hanno attivato la procedura sanitaria d’urgenza disponendo il trasferimento al reparto di malattie infettive dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta.

Tutti gli operatori sanitari venuti a contatto con la donna agrigentina erano stati già sottoposti ad adeguata profilassi preventiva. Infatti, dato che la profilassi dei contatti risulta efficace solo se effettuata in tempi rapidi, in presenza di un caso sospetto, come prevede il protocollo sanitario, sono state adottate le modalità di profilassi previste per la meningite da meningococco. Poi, fortunatamente, il prelievo del midollo cerebrospinale effettuato all’ospedale nisseno ha escluso che la donna – secondo quanto si apprende dai medici – sia stata colpita dalla meningite batterica, che è quella altamente infettiva. Si tratta d una malattia acuta quasi sempre ad esordio improvviso, caratterizzata da febbre, cefalea intensa, rigidità nucale, nausea, vomito, che può essere causata principalmente da tre diversi germi: meningococco (o Neisseria Meningitidis), pneumococco (o Streptococcus Pneumoniae) Haemophilus Influenzae tipo B (HIB). Sulla donna agrigentina sono in corso ulteriori accertamenti medici, ma sarà necessario ancora del tempo visto che il quadro clinico appare delicato.

Rientra così l’allarme meningite dell’Agrigentino, dove nel corso dell’anno sarebbero stati rilevati tre o quattro casi sospetti. A far scoppiare una sorta di psicosi da meningite, con un boom di richieste di vaccinazioni nei centri dell’Asp di Agrigento, è stato il caso, lo scorso luglio, di una giovane empedoclina ricoverata all’ospedale Civico di Palermo dopo aver accusato febbre alta e una forte rigidità, soprattutto nella zona della nuca. Grazie alle cure dei medici, dopo il risveglio dal coma farmacologico, le condizioni della giovane empedoclina che lavorava in un pub di Palermo, sono poi migliorate con la terapia antibiotica. Prima di lei, a giugno, nel Palermitano la meningite si era rivelata mortale per la giovane Gloria Giulia Allotta, studentessa 24enne di Belmonte Mezzagno stroncata dalla forma più grave di meningite, la sepsi meningococcica di tipo C.

Dopo questi due casi di meningite, di cui uno mortale, registrati in poco più di tre settimane, l’assessorato regionale alla Salute, con una circolare, ha comunicato a tutte le Asp dell’Isola che il vaccino tetravalente gratuito sarà offerto a spese del servizio sanitario regionale alle fasce d’età più a rischio (dai 12 ai 30 anni). “Sulla base dei recenti casi di meningite meningococcica che hanno interessato due giovani siciliani, una studentessa di 23 anni ed una giovane cameriera di 22 anni, entrambe abituali frequentatrici della movida palermitana – è stato spiegato nella circolare – al fine di garantire una adeguata risposta alla richiesta del vaccino da parte di giovani adulti frequentatori di locali notturni con caratteristiche tali da facilitare eventuali contagi, si ritiene indispensabile ampliare l’offerta”.

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