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Pesce Scorpione, foto Ansa

“Invasione” di specie aliene in Sicilia. Dai granchi fantasma (Ocypode cursor) che minacciano le piccole di tartarughe Caretta Caretta a Torre Salsa al pesce Palla maculato che, se mangiato, si rivela mortale per l’uomo. Mentre si attende l’arrivo nei mari siciliani del pesce Scorpione, la cui puntura può rivelarsi letale.  Sempre più ricco e variegato il patrimonio di biodiversità in Sicilia, nuove specie animali e vegetali d’importazione che a volte si adattano senza creare problemi ma che altre volte rappresentano un problema. Le specie alloctone che hanno un impatto negativo sono note come specie “invasive”.

Foto tratta dal video realizzato da Antonio Vanadia
Foto tratta dal video realizzato da Antonio Vanadia

In alcuni casi, infatti, i “nuovi arrivati” si adattano così bene al nuovo ambiente, anche lontani dal loro habitat naturale perché agevolati dalla favorevoli condizioni climatiche, rappresentando una vera e propria minaccia: causano gravi danni non solo agli ecosistemi ma anche alle attività agricole e zootecniche e turbano l’ecologia locale con effetti sulla salute umana e ricadute sul piano economico.

La ricognizione dei dati sulle specie protette nei mari siciliani ha reso possibile all’Ispra – nell’ambito dell’Osservatorio per la Biodiversità della Regione siciliana – reperire informazioni su 123 specie protette tra vegetali, poriferi, cnidari, molluschi, crostacei, echinodermi, pesci, rettili, uccelli e mammiferi. Queste specie, i cui dati sono stati inseriti nella banca dati dell’Osservatorio, sono stati raccolti in un “Atlante delle specie marine protette in Sicilia” consultabile online. E’ stato effettuato nel corso delle ricerche anche il censimento delle specie aliene nei mari siciliani al fine della mitigazione e dell’adattamento al rischio che rappresentano per la biodiversità l’economia e la salute.

pesce_tossico_ispraA creare allarme nei mari siciliani, recentemente, è stato in particolare il pesce Palla maculato (Lagocephalus sceleratus), una specie tropicale, altamente tossica al consumo, ne sono stati trovati dall’Ispra nei mesi scorsi una ventina di esemplari. Entrato in Mediterraneo attraversando il Canale di Suez, il pesce Palla maculato ha sviluppato popolazioni molto abbondanti con gravi conseguenze ecologiche e per l‘economia della pesca. La specie, la cui commercializzazione è vietata dalla legge italiana ed europea, è in rapida espansione geografica e presenta un pericolo concreto per la salute umana. Questo – spiega l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – si deve alle alte concentrazioni di Tetrodotossina, un potente veleno neurotossico, nelle sue carni che mantiene il suo effetto anche dopo la cottura. La specie ha già causato gravi intossicazioni, in alcuni casi fatali, in paesi come Grecia, Cipro, Turchia, Libano, Israele, Egitto.

La rapida diffusione delle specie non indigene marine nel Mar Mediterraneo è legata in particolare all’aumento – come documento gli studi dell’Ispra – delle specie ittiche introdotte in acquariologia ed acquacoltura così come alla crescita del traffico marittimo attraverso gli oceani in quello che viene definito come un processo in atto di “globalizzazione della biodiversità marina su scala mondiale”.

A fare paura adesso è il previsto arrivo del pesce Scorpione: si tratta di un pesce tropicale molto invasivo e dannoso, sia per le attività commerciali che per la salute umana. Una specie aggressiva che ha già invaso le coste orientali degli Stati Uniti e i Caraibi. A lanciare l’allarme, nelle scorse settimane, è stata l’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), che ha individuato esemplari del pesce scorpione nei mari della Turchia, di Cipro e della Tunisia e che tra qualche mese, secondo le previsioni degli esperti, arriverà in Sicilia conquistando il Mediterraneo. “Questa specie – ha spiegato l’Iucn – può avere un impatto pesantemente negativo sugli ecosistemi e sulle economie locali. Predatore temibile, occasionalmente in cima alla catena alimentare, minaccia la biodiversità marina riducendo la presenza di altri pesci, inclusi quelli di interesse commerciale che alimentano il settore della pesca. In aggiunta, il pesce scorpione compromette il turismo, scoraggiando bagnanti e subacquei. I suoi aculei velenosi, sebbene raramente letali, possono infatti causare nausea e vomito, crampi addominali, difficoltà respiratoria, paralisi degli arti, edema polmonare e ischemia del miocardio”.

Non solo pesci alieni ma anche alghe invasive minacciano i mari siciliani. “Una delle 100 specie di alghe più invasive a livello mondiale è giunta a Torre Salsa, il suo nome è Caulerpa taxifolia originaria delle acque tropicali degli oceani. Questa specie – ha spiegato il naturalista Antonio Vanadia – è stata avvistata la prima volta nel bacino del mediterraneo nel lontano 1984 nella baia di Montecarlo, da allora gradualmente si è propagata a macchia d’olio in alcune aree costiere italiane, spagnole, francesi, tunisine e croate. In Sicilia – ha aggiunto – è presente nelle coste ragusane, siracusane, messinesi e trapanesi sino a Capo San Marco, adesso è entrata anche a Torre Salsa. L’alga compete direttamente con la fanerogama Posidonia oceanica specie fondamentale dell’infralitorale mediterraneo, le praterie di Posidonia formano vaste praterie che rappresentano un habitat strategico per centinaia di specie animali e vegetali. I paesi del Mediterraneo hanno perso troppo tempo per prendere provvedimenti e adesso è probabilmente troppo tardi per eradicarla”.

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