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Sono 16 le persone finite in manette nella notte in provincia di Palermo, nell’ambito dell’operazione dei carabinieri di Monreale – denominata Monte Reale – che hanno inferto un duro colpo al mandamento di San Giuseppe Jato. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip Guglielmo Nicastro al culmine di indagini coordinate dai sostituti procuratori della Dda Francesco Del Bene, Siro De Flammineis e Amelia Luise. Per i magistrati, dopo la cattura del vecchio reggente, Gregorio Agrigento, il ruolo era passato a Ignazio Bruno, giovane in piena ascesa, intorno al quale si erano create delle divisioni all’interno del clan. Soprattutto tra la vecchia e la nuova guardia. Dalle indagini, inoltre, è emerso come Cosa nostra investa in coltivazioni di marijuana per rimpinguare le proprie casse. Uno strumento di approvvigionamento di denaro che consente alla criminalità organizzata di far fronte alla crisi del racket, con sempre più imprenditori non disposti più a pagare il pizzo.

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