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Un tesoro che non ha mai fine. Dallo ‘scrigno-Sicilia’, spesso sottovalutato e maltrattato, emerge ora un nuovo gioiello. Questo, almeno, l’obiettivo. Parte oggi la campagna di scavi nella Valle dei Templi di Agrigento, nella zona meridionale dell’Agora’ superiore dell’antica citta’ di Akragas, fondata 2600 anni fa. I recenti interventi hanno portato all’individuazione di una struttura ad andamento semicircolare lungo il margine meridionale dell’area dell’agora’, raffrontabile a un teatro: si spera sia quello cercato da secoli. I lavori sono seguiti dal Politecnico di Bari che da alcuni anni ha avviato un estensiva ricerca nell’area in cui doveva svilupparsi l’agora’ di eta’ ellenistica e il foro di eta’ romana con il coordinamento del Parco di Agrigento. Ci sono i resti, ma anche i dubbi. Per alcune associazioni potrebbe essere solo una semplice cavea. Ma per il sindaco Lillo Firetto anche i rilievi e le indagini scientifiche dei docenti dell’universita’ di Bari e dei tecnici del Parco archeologico della Valle dei templi, hanno registrato una serie di indizi che fanno propendere con una certa forza verso questa ipotesi”.

Indagini di vario tipo, spiega il primo cittadino, che sono andate oltre i riferimenti topografici e letterari, grazie all’utilizzo di georadar e fotografie dell’alto. Se dovesse essere davvero il teatro di Akragas, si troverebbe laddove dovrebbe essere, esposto a sud come accadeva a quel tempo, quasi sotto il Tempio della Concordia. Il teatro viene ‘inseguito’ concretamente da circa un secolo: le ricerche si susseguirono piu’ frenetiche, ma se ne parlava gia’ nel 1500 quando Tommaso Fazello annotava di avere visto dei resti; dovevano essere di quel teatro mai trovato e che non poteva non esserci in quella che Pindaro aveva definito la piu’ bella citta’ dei mortali. Quattro secoli dopo, nella prima parte del Novecento si era messo al lavoro di buona lena – ma vanamente – Pirro Marconi finanziato dal capitano inglese Alexander Hardcastle. Adesso si riparte con il supporto di una strumentazione piu’ raffinata e gia’ a dicembre dovrebbe essere tutto piu’ chiaro. Dopo gli aspetti tecnologici curati dai docenti di Bari, oggi dunque parte la campagna con qualche elemento gia’ a disposizione: scavando 40 centimetri di terreno e’ gia’ emerso intatto un grande corpo tufaceo rotondeggiate. E altri resti di questa natura sono stati individuati in altri punti. La prudenza resta un passo obbligato. Del resto anche gli archeologi e i tecnici hanno finora parlato piu’ che di teatro greco, di un gradone ad andamento semicircolare lungo il margine meridionale dell’area dell’agora’, raffrontabile a un edificio di tipo teatrale, la cui eta’ risalirebbe al periodo ellenistico-romano. La parola agli scavi. (AGI)