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“Lo scavo, inserendosi nel piu’ ampio progetto di archeologia pubblica, verra’ condotto a cantiere aperto con una specifica valenza didattica ed educativa, quella di avvicinare i visitatori e soprattutto le giovani generazioni all’attivita’ archeologica attraverso l’esperienza diretta sul campo”. Lo ha detto il direttore del Parco archeologico di Agrigento, Giuseppe Parello oggi durante l’apertura degli scavi finalizzati alla ricerca del teatro greco. “Le ricerche hanno l’obiettivo di definire lo sviluppo dell’area pubblica dell’antica citta’, dove – ha aggiunto Parello – recenti interventi hanno portato all’individuazione di una struttura ad andamento semicircolare lungo il margine meridionale dell’area dell’agora’, raffrontabile ad un edificio di tipo teatrale”.

Si tratta di una campagna finanziata con i fondi del Pon Cultura 2014/2020″. A renderlo noto e’ stato il direttore del Parco archeologico Giuseppe Parello. Gli scavi nell’area Sud dell’agora’ del tempio romano saranno coordinati appunto dal Parco archeologico di Agrigento, che e’ diretto da Giuseppe Parello, e dallo staff tecnico scientifico dell’unita’ operativa archeologica guidata da Carmelo Bennardo e composta dalle archeologhe Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello e Maria Serena Rizzo. La direzione scientifica sara’ condivisa con il Politecnico di Bari, la cui equipe e’ diretta dall’architetto Monica Livadiotti e dall’archeologo Luigi Calio’, oggi docente all’universita’ di Catania.

L’individuazione dell’edificio, che potrebbe essere un teatro, e’ avvenuta esaminando il margine meridionale dell’area dell’agora’ sul lato che confina ad Est con il quartiere ellenistico-romano, per definire l’esatto sviluppo dell’area pubblica dell’antica citta’. “La necessita’ di indagare su quest’area – e’ stato spiegato durante la conferenza stampa svoltasi a Casa Sanfilippo – per comprendere l’organizzazione architettonica e planimetrica di questo settore di territorio ha fatto individuare un primo frammento di muro con andamento circolare. Lo scavo e l’analisi delle strutture emerse hanno permesso di portare alla luce un muro di circa 80 metri di lunghezza che copre quasi un quarto di cerchio per un diametro complessivo di circa 80 metri”. “Il muro – e’ stato sempre tecnicamente illustrato – costruito in blocchi isodomi rappresenta il limite Sud di una struttura piu’ complessa costituita da camere trapezoidali che, riempite di terra, costituivano un imponente fronte architettonico, realizzando il limite della terrazza dell’agora’ verso Sud”. “Il rinvenimento della fossa di fondazione, scavata nel banco tufaceo, – e’ stato aggiunto dagli esperti – ha permesso una prima definizione cronologica del monumento, attraverso i materiali rinvenuti, alla fine del terzo secolo a.C. che, tuttavia, dovra’ essere confermata da analisi piu’ accurate”.