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Concussione, corruzione e falso in atto pubblico. Per queste accuse la polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di tre poliziotti del Compartimento della Stradale Sicilia Occidentale, emessa dal Gip su richiesta del procuratore aggiunto Bernardo Petralia. L’indagine, condotta dagli agenti della Squadra mobile diretta da Rodolfo Ruperti e coordinata dalla Procura della Repubblica, prende spunto dalla denuncia di due imprenditori che hanno dichiarato di aver ricevuto la richiesta di una tangente durante un controllo in strada di un automezzo della loro ditta, da parte di una pattuglia della polizia stradale di Palermo. Le indagini hanno consentito di raccogliere riscontri alla denuncia. Gli agenti aveva ad elevato un verbale di contravvenzione relativo ad una violazione del codice della strada che prevedeva il sequestro del mezzo e una pesante sanzione amministrativa (sequestro e sanzione pecuniaria in realta’ non previsti dalla legge a fronte della violazione constatata); a quel punto, avrebbero indotto i titolari a versare loro una mazzetta in cambio dell’annullamento del verbale. In un altro episodio, emerso durante le indagini, i tre poliziotti avrebbero ricevuto vantaggi da un automobilista sottoposto a un controllo di polizia, favorendolo nelle contestazioni verbalizzate, e attestando che fosse in possesso di una particolare abilitazione alla guida, richiesta per la tipologia di merce trasportata, che in realta’ non possedeva. (AGI) .

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