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Palazzo di giustizia di Palermo

Il tribunale del riesame di Palermo ha rigettato ieri il ricorso proposto dal pm che chiedeva l’applicazione della custodia cautelare in carcere per Vito Campisi, 45 anni, di Cattolica Eraclea, nell’ambito dell’inchiesta antimafia denominata Icaro. Nei confronti del cattolicese resta comunque valida la misura cautelare dell’obbligo di firma già disposta dal gip. Il ricorso del pm, in una prima fase, era stato accolto dal tribunale delle libertà, quindi Campisi rischiava di finire in carcere. I suoi difensori – gli avvocati Ignazio e Valeria Martorana – hanno così presentato ricorso alla Corte di Cassazione che ha annullato il provvedimento con rinvio allo stesso tribunale del riesame ma a un altro collegio. L’operazione Icaro, scattata il 2 dicembre 2015, ha inferto un duro colpo alla “cupola” agrigentina. E’ stato già notificato dalla Dda di Palermo, lo scorso agosto, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 34 persone. Sedici indagati sono stati arrestati tra Santa Margherita di Belice, Montevago, Ribera, Cattolica Eraclea, Cianciana, Montallegro, Porto Empedocle, Agrigento, Favara; altri diciotto sono a piede libero, alcuni agli arresti domiciliari, con l’obbligo di dimora o di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsioni, riciclaggio, danneggiamenti, detenzione illegale di armi e relativo munizionamento, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, rapina aggravata, tentato omicidio ed altro. L’indagine è stata svolta dai sostituti della Dda di Palermo Rita Fulantelli, Emanuele Ravaglioli, Claudio Camilleri e Bruno Brucoli, con il coordinamento dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia. In manette, in due diverse operazioni degli agenti della Squadra mobile di Agrigento e Palermo, sono finiti: Pietro Campo, 63 anni, di Santa Margherita Belice; Giuseppe Piccillo, 53 anni, di Favara; Antonino Iacono, 61 anni, di Giardina Gallotti; Emanuele Riggio, 45 anni, di Monreale. Sono di Porto Empedocle, invece, Francesco Tarantino, inteso “Paolo”, 29 anni; Francesco Capizzi, 50 anni; Francesco Messina, 58 anni; Gioacchino Cimino, 61 anni. Poi: Mauro Capizzi, 48 anni, di Ribera; Diego Grassadonia, 55 anni, di Cianciana; Antonino Grimaldi, 47 anni, di Cattolica Eraclea; Santo Interrante, 35 anni, e Giacomo La Sala, 48 anni, di Santa Margherita Belice; Stefano Marrella di 60 anni, Vincenzo Marrella di 42 anni, e Francesco Tortorici, 37 anni, tutti e tre di Montallegro. Gli altri indagati sono: Antonino Abate, 29 anni, e Domenico Bavetta, 34 anni, entrambi di Montevago; Tommaso Baroncelli, 40 anni; Giovanni Campo, 25 anni; Gaspare Nilo Secolonovo, 47 anni; Piero Guzzardo, 37 anni, tutti e quattro di Santa Margherita Belice. Vito Campisi, 45 anni, di Cattolica Eraclea; Domenico Cucina, 48 anni, di Lampedusa; Rocco D’Aloisio, 46 anni, di Sambuca di Sicilia; Carmelo Bruno, 47 anni, e Roberto Carobene, 38 anni, entrambi di Motta Sant’Anastasia (Catania); Gioacchino Iacono, 36 anni, di Realmonte; Giuseppe Lo Pilato, 44 anni, di Giardina Gallotti; Ciro Tornatore, 80 anni, di Cianciana; Leonardo Marrella, 38 anni, e Pasquale Schembri, 53 anni, entrambi di Montallegro; Francesco Pavia, 35 anni, di Porto Empedocle.

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